Sull’ideale di essere senza angoscia

Inibizione sintomo angoscia 100 anni dopo

Vaia Tsolas – 12 giugno 2026

Simposio “Inibizione Sintomo Angoscia” – IPRS Roma, Istituto Elvio Fachinelli

Le riflessioni che seguono nascono dalla mia pratica analitica a New York, che si è andata concentrando sempre di più sui giovani adulti. Vorrei attingere al materiale clinico di una giovane paziente, che chiamerò Kate, la cui presentazione illumina una difficoltà che è diventata sempre più evidente nel mio lavoro: l’emergenza fragile, spesso elusiva, del transfert. Mi ritrovo a chiedermi se questa difficoltà non parli di qualcosa di più ampio nel panorama culturale, di un ideale emergente di vita psichica modellato dalla ricerca incessante della cancellazione dell’angoscia, come se la mente dovesse esistere senza essere toccata dal turbamento, sigillata e inaccessibile contro il disagio.

Parlando di difficoltà nello stabilire il transfert non intendo semplicemente la resistenza che precede il lavoro analitico. Intendo qualcosa di più strutturale: l’analista viene collocato sempre meno nella posizione del soggetto supposto sapere, di colui che si presume sappia qualcosa del desiderio inconscio del paziente. Piuttosto viene visto sempre più spesso come uno fra molti altri operatori: terapeuti, life coach, prescrittori, figure del benessere e, in modo ancora più radicale, app terapeutiche sul cellulare, un operatore del benessere tra gli altri. Pertanto, la domanda rivolta all’analista non è di sostenere uno spazio in cui possano emergere libera associazione, conflitto e desiderio, ma di alleviare l’angoscia esistenziale nel modo più rapido e completo possibile.

Io ritengo che questa domanda di sollievo non sia senza costi. Quando l’angoscia non è più ricevuta come segnale e come invito a un’emergenza inattesa che allude a ciò che eccede la presa del soggetto, pur portando un significato soggettivo profondo, ma viene trattata piuttosto come un’interferenza intollerabile al narcisismo dell’Io, da eliminare, viene messo a rischio qualcosa di essenziale. Memoria, desiderio e la stessa tensione che rende possibile il lavoro analitico cominciano a erodersi sotto la pressione di essere liberati dal disagio. […]

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