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Simposio 2016/2017

 

Sede di svolgimento

Milano, c/o Ambrosianeum, Rotonda del Pellegrini, via delle Ore 3, (MM Duomo)

Orario: 9.30-13.30

Testi iniziali

PROLUSIONE - 5 novembre 2016
TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 1.a SESSIONE

Giacomo B. Contri

LA CIVILTÀ DELL’APPUNTAMENTO
PER AMOR DI LEGGE

o anche “Il regime dell’appuntamento”:
le due parole distinguono la medesima legge presa nel suo dispositivo collettivo o individuale.

I. Realtà esterna

Il pensiero è la realtà esterna alla realtà esterna al corpo. Non c’è interiorità né contemplazione.
Il pensiero, anche quando lo chiamiamo “Filosofia”, è sempre pratico (o morale).
Il pensiero è la fonte della legge di moto dei corpi umani nell’universo dei corpi (non c’è “legge naturale” dei corpi umani).
Sarebbe un errore precisare “il pensiero umano”, perché il pensiero in quanto legislativo è solo umano, non esiste “animale umano”.
La legge che esso elabora quotidianamente è giuridica (o all’opposto antigiuridica): fa ordine imputativo (premiale prima che penale), non comando, non sistema, non organizzazione.
L’individuo ne è la san(t)a sede sovrana – superiorem non recognoscens -, quand’anche ne fosse generalmente indegno (come si verifica).

2.a SESSIONE - 19 novembre 2016
TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 2.a SESSIONE

Maria Delia Contri

Splendori e miserie (delle cortigiane)

La civiltà dell’appuntamento non è la civiltà della psicologia di massa

L’appuntamento, infatti, non deve essere un agguato.

Non l’agguato che Giustiniano, considerato principe incivilente e cristiano dell’Impero romano d’Oriente del VI secolo dopo Cristo, tende ai suoi oppositori: li invita a uno spettacolo e ne massacra 30.0000 una volta che li ha chiusi nello stadio.

A tappe forzate, e convocando gli artigiani più rinomati, farà poi costruire la basilica di Santa Sofia che per quasi 1000 anni rimarrà la chiesa più grande e splendida del mondo …

3.a SESSIONE - 17 dicembre 2017
1° TESTO PRINCIPALE2° TESTO PRINCIPALECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 3.a SESSIONE

A tutti i Soci SAP

Cari Amici,

dagli indizi che ho trovo che il testo introduttivo al Simposio, LA CIVILTÀ DELL’APPUNTAMENTO. PER AMOR DI LEGGE è ancora largamente trascurato:
eppure esso è attraversato da lacune, domande, problemi.

Vi sollecito a incaricarvene in vista dell’appuntamento di sabato 17 dicembre.

Cordialmente.

Giacomo B. Contri

domenica 11 dicembre 2016

Ius conditum Ius condendum

L’uomo di Giacometti è una figura ambigua a guardarla nelle varie prospettive possibili: è un uomo che cammina verso una propria meta o è un uomo che marcia al passo del ritmo dettato da una banda, magari militare, come ragione di un moto senza meta? Anche se il titolo scelto da Giacometti sembrerebbe sciogliere l’ambiguità.

Che l’ius sia semper condendum resta dimenticato dietro all’ius conditum. É una
parafrasi della ben (?) nota tesi lacaniana: “il dire resta dimenticato dietro il detto”.

Hans Kelsen si chiedeva “da persona privata” cosa fosse il diritto. E Freud definisce il principium individuationis della “persona privata” in quel principio di piacere che istituisce la realtà esterna al corpo individuale come partner, sociale, di quella soddisfazione a cui viene “sollevata” la mera riduzione della tensione del bisogno organico. E che trasforma la mera scarica motoria in azione, specificamente umana, volta al conseguimento di una meta, individuale.

4.a SESSIONE - 21 gennaio 2017
1° TESTO PRINCIPALE2° TESTO PRINCIPALECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 4.a SESSIONE

A tutti i Soci SAP

Cari Amici,

in attesa di rivedervi per il Simposio di sabato 21 gennaio, e invitandovi a rileggere il Testo introduttivo, vi suggerisco di avere come bandolo il tema del potere sul quale ritorno incessantemente.

Cordialmente.

Giacomo B. Contri

domenica 15 gennaio 2017

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Alta nihilitade

Sopr’onne lengua Amore,
bontà senza figura,
lume for de mesura
resplende nel mio core.
……………………….
Alta nihilitade,
tuo atto è tanto forte.
Che apre tutte porte,
entra ne lo ‘infinito.
……………………..
Piacere e dispiacere
for di te l’hai gittato;
en Dio collocato.
Piacer ciò che Li piace;
volere e non volere
in te si è annegato,
desiderio armortato,
però hai sempre pace.

La chiave di lettura di ogni mistica, come del resto di ogni filosofia, di ogni teologia, di ogni etica, di ogni opera d’arte, di ogni teoria politica o economica o sociologica, anche quella enunciata da capipopolo qualificati come “populisti”, consiste nel cogliervi una dogmatica giuridica, una definizione …

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5.a SESSIONE - 18 febbraio 2017
LETTURE CORRELATETESTO PRINCIPALETESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 5.a SESSIONE

«É semplice»

di Giacomo B. Contri

Entrando mi ha fatto piacere, lo dico perché mi ha fatto davvero piacere, rivedere fra i presenti in particolare alcune persone: volevo dirlo.

É semplice: questo è un inizio.

Dire “è semplice” non è ovvio. Ricordo che mi sono rimproverato diversi anni fa per avere detto di un ragazzo: “Ma è un semplice!”: era di quei ragazzi che di solito si dicono “indietro”, indietro di testa, semplice non era la parola giusta.

Se avessi detto: “È mezzo scemo”, popolarmente, avrei parlato meglio. È un torto che ho avuto e capita di averne. …

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A tutti i Soci SAP

Cari Amici,

vi faccio osservare che l’argomento del Simposio di questo anno, La Civiltà dell’appuntamento, stenta ancora.

Lo annotavo recentemente in Think! di mercoledì 8 febbraio (Pensiero olfattivo).

Cordialmente.

Giacomo B. Contri

domenica 12 febbraio 2017

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La vocazione minoritaria del narcisismo
(al povero è precluso l’universo)

di M. Delia Contri

“Mi sono accorto, un giorno, che, nella sua vulnerabilità, lo straniero poteva contare soltanto sull’ospitalità che altri poteva offrirgli” scriveva Edmond Jabès nella presentazione del suo Libro dell’ospitalità, edito da Gallimard nel 1991, l’anno stesso della sua morte. Ma poi, dopo essersi affacciato alla forma del rapporto di ospitalità come rapporto tra i due posti dissimmetrici della domanda e dell’offerta, che possono incontrarsi nel regime dell’appuntamento, regredisce a un punto di fissazione del pensiero elaborante la legge del rapporto tra corpi in movimento.  …

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6.a SESSIONE - 18 marzo 2017
TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 6.a SESSIONE

Ex falso sequitur quodlibet

Il fine dello psicoanalista non è indicare alla mosca la via d’uscita dalla bottiglia

di Maria Delia Contri

“Che cosa succede, perché non riesco a controllarmi? Ci sarà un sistema!”, si lamenta il Sam/Woody Allen di Provaci ancora Sam, dopo un ennesimo appuntamento andato male.

Nelle affari amorosi, commenta Armando Massarenti nel suo Metti l’amore sopra ogni cosa siamo smarriti, persi: occorre una guida, una mappa.  “Invischiati nell’amore”, “ci  ritroviamo come mosche avviluppate”, “prigionieri della sua più insopportabile melassa”, tormentati per “l’amore non corrisposto e la gelosia” e tuttavia costretti a “crogiolarci” nella sua limacciosità.  …

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7.a SESSIONE - 13 maggio 2017
TESTO PRINCIPALETESTO PRINCIPALEDIBATTITOCONTRIBUTIARCHIVIO 7.a SESSIONE

Quando il mezzo è il fine

O della “mass age” di Mc Luhan
E del “vulgo” di Machiavelli

 

di Maria Delia Contri

Una vecchia storiella racconta di quel ciclista che tutte le mattine attraversa la frontiera con un sacco di sabbia e viene accuratamente perquisito nel sospetto che contrabbandi qualcosa. Dopo anni ci si accorge che contrabbandava biciclette.

Edgar Allan Poe ci racconta  di come il modo migliore di sottrarre qualche cosa all’occhiuta minuziosità poliziesca sia di metterla in bella vista.

La regola analitica che prescrive di dire senza censure e senza omissioni quel che viene in mente istituisce  uno stile di de-tection  in cui non c’è niente da de-tegere, da s-coprire, c’è solo da accorgersi di quel che è tutto lì, “bello da vedere”.

Bisogna però non farsi ingannare dall’astuzia con cui l’attenzione può venire deviata, spostata, su un elemento irrilevante, e saper cogliere come in certi elementi possa condensarsi una pluralità di intenzioni contraddittorie tra di loro.  …

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A tutti i Soci SAP

Cari Amici,

sapete già del rinvio del Simposio a sabato 13 maggio.

In vista di esso vi consiglio di leggere, o rileggere, i miei Think! a partire dal’11-12 marzo,

quasi tutti dedicati all’amore come amor di legge o amicizia del pensiero.

A rivederci.

Giacomo B. Contri

mercoledì 12 aprile 2017

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8.a SESSIONE - 27 maggio 2017
TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 8.a SESSIONE

Il principe e la sua signora

di Maria Delia Contri

Principi e preti

Il protagonista de Il principe di Niccolò Machiavelli è un sovrano la cui meta è “vincere e mantenere lo stato”, imponendolo su una mera naturalità animale, anche a costo di “operare contro alla fede, contro alla carità, contro alla umanità, contro alla religione”, poiché il Sovrano deve “sapere bene usare la bestia e l’uomo”. Della bestia pigliando “la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi”. Senza questa abilità al sovrano verrebbe “tolto o la reputazione o lo stato”.

“E, se gli uomini fussino tutti buoni, questo precetto non sarebbe buono, ma, perché sono tristi e  non la osservarebbono a te, tu etiam non l’hai da osservare a loro”.  …

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9.a SESSIONE - 24 giugno 2017
TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 9.a SESSIONE

Finché amore non ci separi
(versus il regime dell’appuntamento)

di M. Delia Contri

Mi è sembrato brillante il titolo Eros e morte dato al ciclo di incontri organizzato dal gruppo studentesco che si dà come ragione sociale Pensare con Freud.

Un tema su cui merita di meditare per mettere a punto categorie di giudizio che ci orientino certo anche nella lettura di Freud, ma soprattutto in una questione a tutt’oggi aperta nella cultura per quanto riguarda l’idea stessa delle governabilità della nostra esistenza, e un’idea dell’amore, del legame sociale, che scivola nella distruttività del pensiero come fonte della legge. …

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10.a SESSIONE - 8 luglio 2017 (Conclusione)
INVITOCONCLUSIONEARCHIVIO 10.a SESSIONE

Sabato 8 luglio 2017
seduta conclusiva del Simposio

LA CIVILTÀ DELL’APPUNTAMENTO
Per amor di legge 

Questa seduta è aperta

Si comunichi la propria presenza a
genga-segreteria@societaamicidelpensiero.it

CONCLUSIONE
di Giacomo B. Contri

Ah…! (sospiro)

Poco fa, accorgendomene mentre lo facevo – compresa tutta la mia critica a Lacan che ormai dovreste avere intuito – mi sono identificato a Lacan: il sospiro che ho fatto era Lacan sputato.

Guardate un po’: l’identificazione non va bene, è un errore, però quando una propria patologia – ne ho appena dato un esempio, l’identificazione – è immediatamente riconosciuta, così che addirittura si può farne uso, come in questo caso sto facendo per voi, è bene anche questo.

In tutta la mia vita ormai non breve, non ho ancora udito un isterico o isterica parlare dell’isteria; questo non è ancora successo, che io sappia. Non ho mai sentito un isterico che abbia saputo parlare dello s-venire, parola che condensa tutta l’isteria: non lo svenimento delle ragazzine d’altri tempi…

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