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Simposio 2013/2014

 

TESTI DI RIFERIMENTO

Giacomo B. Contri (1991-92), Corso di psicopatologia

Otto Fenichel (1945), Trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi, Astrolabio, Roma 1951

 

1° SESSIONE - 16/11/2013 - (Prolusione) Prima rappresentanza e psicopatologia. La psicopatologia precoce
1° TESTO PRINCIPALE2° TESTO PRINCIPALE3° TESTO PRINCIPALECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 1° SESSIONE

NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION
di M. Delia Contri

“No taxation without representation” era il motto della ribellione dei coloni americani contro l’Inghilterra – e, in seguito, di ogni programma liberale. Vi si sancisce un principio che ricomparirà poi nell’articolo 23 della Costituzione americana così riformulato: “Nessuno può imporre prestazioni personali o patrimoniali se non in base alla legge”, leggi poste dagli individui stessi attraverso i loro rappresentanti.

Nel XVIII secolo l’economia americana aveva raggiunto un livello di ricchezza, per lo meno quanto a prospettive, pari a quello dei più potenti stati europei, date le prospettive di espansione illimitate nel Far West: i coloni non potevano più tollerare le pretese dell’impero britannico, che aveva sì raggiunto in Europa il primato militare e commerciale, ma che pretendeva ora di far pagare ai coloni il rimpinguamento delle casse dello Stato svuotate dai costi delle guerre sostenute per affermare la propria egemonia. …

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RAPPRESENTANZE. PSICOPATOLOGIA PRECOCE
di Raffaella Colombo

Abbiamo chiamato psicopatologia precoce la forma di psicopatologia più tragica di tutte. Si riscontra già nei primissimi anni di vita prima ancora che il bambino inizi a parlare, spesso prima ancora dello svezzamento. Questa forma spaventosa di disturbo del pensiero ci pone due questioni connesse tra loro:

1.  Che ne è nella psicopatologia precoce della prima rappresentanza (pulsionale o psichica come la chiama Freud, ossia “va bene così (Es), e che vada bene mi va (Io)”)? È la questione che con questi simposi cominciamo a trattare. Perché senza tale rappresentanza la realtà esterna, anche quella psichica, sarebbe inconcepibile. L’essere umano vivrebbe solo di sensazioni e emozioni. Lo stesso ‘va bene così’ produrrebbe al massimo dei comandi. Ed è ciò che si può dedurre dai comportamenti nella casistica. …

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CARTA D’IDENTITÀ COME RAPPRESENTANZA
di Giacomo B. Contri

Il Simposio della “Società Amici del Pensiero” di questo intero anno sarà dedicato al più importante concetto della vita umana nel suo legame sociale, un concetto che allo stesso tempo è anche il più importante del pensiero di Freud, quello di rappresentanza (Repräsentanz).

L’esempio più noto ne è quello della carta d’identità (o del passaporto) rilasciata da un Ente pubblico dello Stato, dunque a partire dalla Costituzione:

essa ha la rappresentanza della rappresentazione (Vorstellungs-repräsentanz), in questo caso la foto come rappresentazione del corpo, quella per cui dico “io sono rappresentato dalla carta d’identità”, vengo dopo: …

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I CRITERI DIAGNOSTICI PER L’AUTISMO. 1943-2013: 70 anni di confusione
di Luigi Ballerini

Sul New England Journal of Medicine in occasione dei 70 anni della diagnosi di autismo è comparso recentemente un articolo1 che ha ricostruito i tratti salienti di questa storia che potremmo diagnosticare senza forzature una storia di confusione. Ripercorriamone qui le tappe fondamentali. …

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2° SESSIONE - 18/01/2014 - Prima rappresentanza e nevrosi isterica
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NEVROSI. ALLA RICERCA DELLA PIETRA FILOSOFALE PERDUTA?
di M. Delia Contri

Avvertenza

Quel che segue altro non è che un odg su cui avviare la discussione aperta dall’introduzione nei nostri simposi del tema della rappresentanza, specificato come questione di una “prima rappresentanza” nel suo nesso con la psicopatologia.

É in gioco la definizione di uomo e del suo statuto.

É nota la tesi lacaniana secondo cui lo statuto dell’uomo non sarebbe ontico, ma etico.

Noi siamo qui a dire che lo statuto dell’uomo è giuridico.

É nota la definizione aristotelica secondo cui l’uomo sarebbe un “animale politico”. Ma l’uomo non è un animale che legifera la sua vita animale sublimandola in base a una teoria dell’essere, o a un’etica. …

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3° SESSIONE - 01/03/2014 - Prima rappresentanza e nevrosi ossessiva
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NEVROSI. DALL’ISTERIA ALLA NEVROSI OSSESSIVA
di M. Delia Contri

Prime tracce di isteria e nevrosi ossessiva

Roland Chemama nel suo Dictionnaire de la psycanalyse alla voce Névrose, osserva come l’isteria risulti perfettamente descritta nel suo polimorfismo, e la sua eziologia identificata, dai medici egiziani quasi 2000 anni avanti Cristo.

“Per contro non si trova alcuna traccia significativa della nevrosi ossessiva – nei testi medici, letterari, religiosi – prima della costituzione della religione giudaico-cristiana”, la religione “fondata sull’amore del Padre e la rimozione di pensieri o sentimenti a lui ostili”.

“Una volta istituita una tale religione si osserva l’accumulazione dei commenti ai testi sacri destinati a depurare atti e pensieri da tutto ciò che potrebbe non essere conforme alla volontà superiore. Da qui in poi ogni istante finisce per esservi consacrato con una minuzia che non cessa mai di venire affinata”. …

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vedi

DOSSIER ISTERIA

 

 

4° SIMPOSIO - 12/04/2014 - Prima rappresentanza e perversione
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PERVERSIONE
di M. Delia Contri

La psicoanalisi non è più quella di una volta?

Azzardo l’ipotesi che molte teorie circa il fatto che la psicoanalisi, nella sua metapsicologia, nelle sue categorie psicopatologiche, nel suo modo di cura della psicopatologia, non sarebbe più quella di una volta trovino una spiegazione nella difficoltà a definire la perversione e a maneggiarne il concetto. Restando quindi inevasa la questione della curabilità, come già, tempo addietro, la questione della curabilità della psicosi. …

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5° SESSIONE - 24/05/2014 - Prima rappresentanza e psicosi paranoica e schizofrenica
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PSICOSI
di M. Delia Contri

Ma esiste la realtà in sé?

“Già nel 1897 – scrive Freud, nel 1914, in Per la storia del movimento psicoanalitico – avevo pubblicato l’analisi di un caso di schizofrenia d’impronta paranoide (…). Per me, più che la possibilità di interpretarne i sintomi, era stato importante scoprire il meccanismo psichico della malattia e soprattutto rilevarne la coincidenza con quello già riconosciuto nell’isteria. Sulle differenze tra i due meccanismi non fu allora ancora gettata luce alcuna. Ciò accadde perché a quell’epoca io mi proponevo di costruire una teoria libidica delle nevrosi che spiegasse tutti i fenomeni nevrotici e psicotici in base a vicissitudini abnormi della libido, ossia a deviazioni rispetto al suo impiego normale.  …

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6° SESSIONE - 21/06/2014 - ... A che punto siamo? con la psicopatologia (Conclusione)
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PER UNA DOGMATICA GIURIDICA ALLA PROVA DEL CASO INDIVIDUALE
di M. Delia Contri

Rileggiamo alcuni dei testi in cui Freud costruisce, ricostruisce, casi individuali a partire dai quali individua i tratti della normalità psichica e le deviazioni da essa in cui consiste la psicopatologia, ripercorrendo e ricostruendo poi la psicopatologia a partire dai tratti della normalità individuata.

Non si tratta di “narrazioni”. I testi semmai che reggono il paragone potrebbero essere le sentenze redatte dal giudice, dopo il processo, circa gli atti di un imputato sotto la guida delle norme contenute nei codici, non senza aver sempre presente il testo della costituzione che ha orientato l’elaborazione dei vari codici. …

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