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Simposio 2012/2013

Testi di riferimento

Giacomo B. Contri (1991-92), Il privilegio della guarigione. La civiltà di grano e zizzania

Giacomo B. Contri, CINQUE SIMPOSI. Il Laico e l’orrore per la vita individuale

1° SESSIONE - 24/11/2012 - LAICITÀ O RELIGIONE. C'È QUALCOSA DI NUOVO OGGI NEL SOLE?
TESTO PRINCIPALEINTRODUZIONECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 1° SESSIONE

MANAGER DELL’OCCULTO E VOLGO PROFANO di M. Delia Contri

“A chi ha verrà dato, e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”, dice Gesù. Ma che cosa non ha chi si comporta come se avesse? Il fatto, dice Gesù, è che: “A voi è dato comprendere i misteri del cielo, a loro invece no (…) vedendo non vedono; udendo non odono né comprendono”. E prosegue citando la profezia di Isaia: “Ascolterete, ma non comprenderete; guarderete, ma non vedrete. S’è indurito il cuore di questo popolo: sono diventati duri d’orecchi e hanno serrato gli occhi”.

La questione è: ma che cos’è che non vedono, e non odono?

Quella riportata nel Vangelo di Matteo è una delle tante frasi evangeliche che documentano che Gesù doveva essere un colto, che doveva aver studiato nelle buone scuole: imputabili sono coloro che rinunciano alla competenza di un pensiero che elabora intellettualmente l’esperienza a partire dai sensi, coloro che con ciò aprono una falla, un vulnus, nel pensiero Attraverso di essa entra devastante, di risulta, …

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INTRODUZIONE di Giacomo B. Contri

C’è qualche novità per cui vi invito a serrarvi, a non lasciare sedie vuote. C’è un motivo di questo per cui vi prego di alzarvi e di occupare le sedie davanti.

Ora do inizio al nostro lavoro.

Fra le novità, in questo caso visibili, avrei persino voluto che ci fosse un tavolo lungo con tutti intorno. Vedremo per un’altra volta. Nulla a che vedere in questo caso con la democrazia – viva la democrazia, naturalmente -, ma piuttosto con il pensiero e anche con l’immagine di un atelier, una fabbrica.

La Società Amici del pensiero vuol anche dire un lavoro che ho sempre paragonato al lavoro operaio. Forse sarebbe piaciuto a Max Weber nel suo articolo sul lavoro intellettuale, sulla professione intellettuale, avere un’idea del lavoro intellettuale come operaio. Operaio significa un lavoro produttivo che tende al profitto. Noi non siamo kantiani, lavoriamo per la produzione e per il profitto, ed è questa la morale. …

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2° SESSIONE - 12/01/2013 - IL REGIME DELL'APPUNTAMENTO. UN COMUNE PRINCIPIO DI PROFITTO
1° TESTO PRINCIPALE2° TESTO PRINCIPALEDIBATTITOARCHIVIO 2° SESSIONE

IL REGIME DELL’APPUNTAMENTO. L’OMBRA DELL’OGGETTO NON CADE PIÙ SULL’IO di Raffaella Colombo

La critica all’oggetto della pulsione fatta da Giacomo Contri quando dice che “la rivoluzione consiste nella sostituzione dell’oggetto con la materia” è la stessa di Freud all’oggetto quando parla di lutto nella sua radicalissima distinzione dalla malinconia. “L’ombra dell’oggetto cadde così sull’Io che d’ora in avanti poté essere giudicato da un’istanza particolare come un oggetto, e precisamente come l’oggetto abbandonato”.

Il regime dell’appuntamento, descritto da Contri come “Primo e vero diritto” – e non “morale sopraggiunta dall’esterno e alto” per animare con moral sentiments uomini che se lasciati a sé stessi si ammazzerebbero per futili motivi – è definito come “il regime della produzione del proprio beneficio”. …

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A CESARE QUEL CHE É DI CESARE, A DIO QUEL CHE É DI DIO. O DELLA SOVRANITÀ di Giulia Contri

Che operazione fa Cristo quando risponde ai farisei rappresentanti dell’autorità ebraica che credono di attirarlo in un tranello chiedendogli se fosse lecito a suo parere pagare il tributo all’imperatore romano: “Date a Cesare quel che é di Cesare e a Dio quel che é di Dio”? Certo, egli fa riferimento alla duplice autorità dello Stato e di Dio. Ma, nello stesso tempo, lo fa a partire dalla propria di autorità, dal criterio di rapporto che egli si autorizza a porre con queste istituzioni. Quanto a Dio egli non si pone in subordine alla sua verità di essere superiore, ma come qualcuno che definisce che cosa gli spetta. Quanto a Cesare, del pari, egli si pone come a lui debitore, per propria sovrana competenza, del tributo. …

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3° SIMPOSIO - 23/02/2013 - IL DISARCIONAMENTO DELL'INTELLETTO. UN DANNO O UN IDEALE?
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BAROCCO FOR EVER di M. Delia Contri

Letizia Montroni, conversando con la quale si era finite a parlare de L’infinito di Giacomo Leopardi, mi aveva segnalato di essere a conoscenza di un testo del ‘600 con tali e tante corrispondenze col testo leopardiano da far ritenere quest’ultimo quasi una parafrasi del primo. Me ne ha successivamente inviato, da una università americana dove insegna nel dipartimento di italianistica, la referenza precisa. Si tratta di un Inno a Dio in 9 strofe che Ludovico Antonio Muratori include in un suo libro del 1706 dal titolo Della perfetta poesia italiana , il cui criterio di scelta è applicazione della massima di Giambattista Marino: «è del poeta il fin la meraviglia, parlo dell’eccellente e non del goffo, chi non sa far stupir vada alla striglia». …

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GIUDIZIO E CIVILTÀ. I DESTINI DELLA RIMOZIONE di M. Gabriella Pediconi

«L’opera di Freud, da Totem e Tabù a Psicologia delle masse , a L’avvenire di un’illusione , a Mosè e il monoteismo , può essere letta come ricostruzione dei passaggi intellettuali attraverso i quali, con l’assassinio del Padre, ossia dell’idea della fonte umana della legge, la fonte della legge viene spostata in una una sovra-natura, divina dapprima, poi etica, scientifica e anche giuridica, con la conseguenza dell’inibizione del pensiero come facoltà legislativa. Potremmo vedere in Freud un novello Bonaventura col suo Itinerarium mentis in Deum , con la differenza che Bonaventura traccia per i perplessi la strada per pervenire, come soluzione, a quel “sacrificio dell’intelletto” di cui parla Weber, mentre Freud ricostruisce i percorsi attraverso i quali l’intelletto si lascia disarcionare dalla propria sovranità.»  …

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Marina Bilotta Membretti, Resistere !? (Intervento)

Mario Cancelli, L’ultimo totem (Intervento)

Michele Colombo, Commento a Francesco Salviati, Carità (Intervento)

Raffaella Colombo, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Giacomo B. Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? – Introduzione (Intervento)

Giacomo B. Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale?, 2 (Intervento)

Giacomo B. Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale?, 3 (Intervento)

Giacomo B. Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? – Conclusione (Intervento)

Giulia Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

M. Delia Contri, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Verenna Ferrarini, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Luca Flabbi, Religione e fede: il capitano Achab, il parricidio e l’anti-economicità di una teoria religiosa (Intervento)

Glauco Genga, Note su figlicidio e parricidio. Un caso nell’antica Roma (Intervento)

Giancarlo Gramaglia, Lavorare alla salvaguardia dell’intelletto (Intervento)

M. Gabriella Pediconi, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Gianpietro Séry, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Ugo Teatini, Il disarcionamento dell’intelletto. Un danno o un ideale? (Intervento)

Sessione di lavoro

4° SESSIONE - 6/4/2013 - VIVERE NELLA CONTRADDIZIONE. VIVERE NEL COMPROMESSO
1° TESTO PRINCIPALE2° TESTO PRINCIPALECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 4° SESSIONE

VIVERE NELLA CONTRADDIZIONE di Luigi Ballerini

Per quanto riguarda l’approccio alla psicopatologia è evidente il disorientamento della Cultura che al riguardo si palesa davvero come un «habitat intellettuale-spirituale-simbolico sfavorevole, in cui abita sfavorito il nostro pensiero, un habitat che condanna il pensiero all’insoddisfazione».

L’insoddisfazione è quella di chiunque provi ad accostarsi alla questione della psicopatologia senza un pensiero personale e si trovi piuttosto ad attingere dalla cultura i criteri orientativi, per la diagnosi e per la cura. Come su un palcoscenico in cui recitino antagonisti, rigidi nella loro struttura antitetica e irriducibili nemici fra loro, ritroviamo tre distinte posizioni culturali, quelle rappresentate dal DSM, dalla psichiatria biologica e da quella fenomenologica. …

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DEUS SIVE NATURA/HOMO SIVE NATURA di Verenna Ferrarini

L’indagine sulle forme psico-patologiche individuate da Freud si avvale, ultimamente, del lavoro di Giacomo Contri nelle sue video-allocuzioni del lunedì; esse offrono la possibilità di scoprire la nevrosi nelle sue due coniugazioni, isterica e ossessiva, così come la psicosi e la perversione nel loro differente porsi rispetto al lavoro legislativo individuale di cui l’uomo, la “realtà umana” é capace nel meglio e nel peggio.

Egli infatti é una res pubblica il cui fondamento é il pensiero, come tale esposto all’esautorazione, capace di abdicazione e di rinnegamento. É questo l’ “ecce homo” di Freud, «primo costituzionalista a partire dal momento in cui ha posto la pulsione», singolarità di una legge di moto non data in natura di cui l’uomo stesso può essere curatore, pur nella contraddizione. …

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5° SESSIONE - 18/05/2013 - A che punto siamo. Speranza o certezza?
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UNA “LUNGA PROMESSA CON L’ATTENDER CORTO”. L’INGANNO DELL’ALDILÀ DEL PENSIERO di M. Delia Contri

Modernità, autonomia del politico, menzogna

“Cum vulpibus vulpinandum est”, è una formula che nel dibattito politico secentesco, viene usata come sinonimo del detto evangelico: “Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”. E l’interessante di questo dibattito è che esso si estende non solo al comportamento del sovrano coi sudditi, ma anche dei sudditi col sovrano, ma soprattutto alla questione dei comportamenti dei sudditi, degli individui, tra di loro. Vi si rimette insomma in discussione la questione morale tout court , come questione dell’azione di un individuo in relazione all’azione di altri individui. …

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IL PENSIERO NON PUÒ ESSERE SCONFITTO di Luca Flabbi

Premessa

Il pensiero non può essere sconfitto. Ovvero, finché c’è uomo e donna, c’è pensiero; sempre e ovunque, in ogni occasione in cui si tratta di uomini e donne, troviamo le tracce del pensiero. Ecco un altro modo per dire ciò che Maria Delia Contri, riprendendo Freud, pone a motivazione di questo quinto Simposio: “Il pensiero può essere criticato solo dal pensiero”. Certo, semplicemente trovare le tracce del pensiero significa che il pensiero non è in buonissima salute, sopravvive. Quando il pensiero non si limita a sopravvivere ma ritorna a vivere, ha inizio …

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6° SIMPOSIO - 29/06/2013 - LA DIFESA DEL PENSIERO
TESTO PRINCIPALECONTRIBUTIDIBATTITOARCHIVIO 6° SESSIONE

IL DIFENSORE DELLA SALUTE UNA CATEGORIA E LE SUE VARIETÀ PROFESSIONALI (PSICOANALISI E ALTRE) di Giacomo B. Contri

“Difensore della salute” designa anzitutto una categoria del pensiero prima che una professione, una categoria di atti comunemente praticati nella popolazione in difesa della comune facoltà di difesa.

Premessa: “salute” è il concetto di benessere in opposizione a malessere, detto anche disagio: in questo concetto rientra, come caso particolare benché molto esteso, la coppia salute/patologia (in senso medico o psicologico).

Difensore della salute è anzitutto il pensiero (individuale) e nessun altro: è del pensiero la titolarità, e competenza a un tempo, a concepire di provvedere da sé alla propria salute come pure di rivolgersi ad altri, sia esso un medico, un avvocato, e anche un consigliere …

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