A BREVE
  • PROLUSIONE SIMPOSIO 2026/2027: 24 OTTOBRE 2026

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Simona Argentieri, Se la cultura produce modelli di malattia (segnalato da S. Kayal)

Psicoanalisi. Non c’è necessità di cambiare i nostri paradigmi per rincorrere «nuove» patologie né escogitare terapie innovative. Il problema è che è sempre più difficile praticare quelle tradizionali

Da qualche anno la parola «nuovo» è quella che più ricorre nei convegni, nei titoli dei libri e degli articoli di area psicoterapeutica. Sia in ambito mediatico, sia tra gli addetti ai lavori, c’è oggi la tendenza a enfatizzare l’avvento di nuove patologie mentali, di nuovi disagi della civiltà; e parallelamente si invocano nuove tecniche e strumenti per far fronte a tali inediti malesseri epocali.

Per parte mia, non ne sono troppo convinta. Certo, è necessario confrontarsi con l’attualità, ma i paradigmi del processo di sviluppo psichico normale e patologico degli umani non cambiano in due o tre generazioni. Tutt’al più cambiano le forme superficiali delle sintomatologie. La cultura infatti è una gran produttrice di modelli di malattia e di correlati miti terapeutici. Così, inconsapevolmente tendiamo a ‘scegliere’ le forme sintomatiche più adeguate a ottenere udienza. … (segue)

Pubblicato su: Il Sole 24ore – Festivalfilosofia – 08/09/2024

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