Sara Kayal, Introduzione a S. Argentieri, Se la cultura produce modelli di malattia

Nel suo prezioso articolo Simona Argentieri affronta in modo non comune l’emergere di cosiddette nuove patologie prodotte dalla cultura, sottolineando che la questione può essere invece considerata valutando le innumerevoli terapie che si sono affacciate nel nostro paese.

Argentieri inoltre pone l’accento sul cambiamento avvenuto nel concetto di terapia e come questo sia stato maggiore rispetto ai mutamenti dei pazienti.

Ciò che viene appellato come nuovo non è che un abbaglio, la sedicente novità non è altro che una lieve variazione sul tema di quello che Giacomo Contri definiva uomo vecchio.

L’Argentieri, a ragione, parla di cambiamento superficiale delle sintomatologie. “Tendiamo a ‘scegliere’ le forme sintomatiche più adeguate a ottenere udienza”.

La patologia, prende ciò che offre il mercato.

Come scrisse Giacomo Contri in un Think del 26/05/2014: “Non ci sono “nuove patologie”, nella patologia non c’è mai niente di nuovo.”

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