Come viene ricordato nell’articolo, non c’è nulla di veramente privato nel lavoro psicoanalitico, semmai c’è molto di occultato.
Davanti ad un maestro si pone la possibilità di essere sedotti e poi abbandonanti, rinnegando così nell’invidia gli insegnamenti e le conquiste di pensiero che ci sono state messe a disposizione, oppure l’altra strada percorribile è rappresentata dalla raccolta innocente di un’eredità senza restrizioni e gerarchie.
Sara Kayal
Alberto Luchetti, 29.10.2023
Considerazioni sui verbali «La scuola di Freud sottosopra»: uno studio di Francesco Napolitano edito da Quodlibet, ci introduce nelle riunioni che ogni mercoledì sera si tenevano nello studio di Freud
Pour faire une omelette il faut casser des œufs, scriveva Freud, citando il proverbio francese per giustificarsi dell’indiscrezione necessaria a procedere sia nell’analisi, abbordando argomenti sessuali, sia nella ricerca e nella scrittura, per esempio utilizzando la propria attività onirica nella sua opera fondamentale, L’interpretazione dei sogni. Qui metteva però le mani avanti, precisando trattarsi di «humana e humaniora, niente di veramente privato, cioè di personalmente sessuale». Intanto, andava scoprendo che, se non tutto è sessuale, pulsione e libidosono dappertutto nelle faccende umane, a cominciare dai sogni, che tentano di figurarne l’appagamento.
Inevitabile il richiamo leggendo il nuovo libro di Francesco Napolitano, La Scuola di Freud sottosopra Ciò che la storia della Psicoanalisi dice alla Psicoanalisi e viceversa (Quodlibet, pp. 240, € 22,00), che ci porta abilmente a curiosare nelle riunioni scientifiche regolarmente convocate, ogni mercoledì sera, nello studio privato di Freud, dal 1902 al 1918.
[…]Contrariamente alla tesi di Popper, secondo cui una conoscenza oggettiva è una conoscenza senza soggetto conoscente, i verbali presi in esame da Napolitano svelano in vivo come, proprio in quella trama personale di carne sangue fantasie e passioni, trapeli la verità dell’oggetto che la psicoanalisi andava scoprendo e di cui cercava di organizzare una teoria: la ricchezza degli apporti soggettivi, scrive Napolitano, «può … guadagnare l’oggettività». Il che dovrebbe contribuire a tenere viva la speranza di vedere presto pubblicati in Italia i restanti tre volumi dei verbali rimasti in giacenza, o en souffrance, come dicono i francesi. … (segue)
Pubblicato su: https://ilmanifesto.it/freud-dai-propri-fantasmi-alle-verita-oggettive
Società Amici del Pensiero Sigmund Freud L'albero si giudica dai frutti