Presentazione dell’articolo: L. Melandri, Il mondo ridotto a cortile di casa

L. Melandri, Il mondo ridotto a cortile di casa – ilmanifesto.it

La rilevanza dell’articolo (indicatomi da Sara Kayal) è data soprattutto dalla connessione con la pagina di Freud. Si tratta, infatti, del testo Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte (1915).

Meritevole Lea Melandri ad averne colto la tragica modernità. “Lo Stato ha interdetto al singolo l’uso dell’ingiustizia, non perché intenda sopprimerla, ma solo perché vuole monopolizzarla, come il sale e i tabacchi. Lo Stato in guerra ritiene per sé lecite ingiustizie e violenze che disonorerebbero l’individuo singolo”, aggiunge Freud. È questo il tempo: il difficile tempo in cui ogni singolo uomo, in quanto Istituzione, “res publica fondata sul pensiero” può uscire da tale assordante violento cortile. E può porre senza viltà atti uni-versali generati dal suo pensiero giudizioso: costituzionale, capace di “concepire interamente l’ordine pubblico” (Contri). Vile è anche l’omissione connivente, nella sua ignavia, con “banda di ladroni” (Freud).

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