Il coronavirus ha colpito i nostri corpi, ha provato a mettere in ginocchio l’economia, ha fatto riscrivere le norme di comportamento e ci ha costretti a ridisegnare la socialità. Non poteva non colpire le nostre famiglie anche a livello dei rapporti.
A questo riguardo, però, non ha creato nulla di nuovo, ha piuttosto svelato. Si è comportato come fosse una novella cartina al tornasole. Sappiamo che quella tradizionale è in grado di rilevare se un ambiente è acido, virando al blu, o basico, virando al rosso. Allo stesso modo, questa così nuova ha saputo rilevare e rivelare se i rapporti andavano già bene o se zoppicavano. In qualche caso ha semmai funzionato da enzima in un processo di catalizzazione. L’enzima, infatti, prende parte a una reazione, la facilita, la accelera ma ne esce inalterato. Così ha fatto il virus.
All’improvviso le porte delle nostre case si sono trasformate in barriere invalicabili
Non ha avuto il potere di rovinare o aggiustare i rapporti, li ha messi alla prova. Lo ha fatto nel senso più proprio del termine, ossia ha provato la loro tenuta.
All’improvviso le porte delle nostre case sono diventate barriere invalicabili e le mura, nuovi confini di una geografia segregativa, hanno rigidamente distinto un fuori e un dentro. Nessuna più fluidità né possibilità di contatto e interazione. Così costretti a una convivenza forzata e ineludibile, potevano i rapporti familiari non restarne affetti?…
(segue)
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