P. Pediconi, La mia piccola parte di eredità

Un libero pensatore.

Ha attraversato, passato in rassegna, messo a giudizio il pensiero (anzi i pensieri e le parole) della maggior parte dei filosofi della storia della filosofia, ha messo al vaglio pure i maestri da cui ha imparato, Freud e Lacan.

Ascoltandolo, tutte le volte che ho avuto l’occasione e l’onore di farlo, mi ha sollecitato l’ambizione di pensare in modo libero e disinibito. Lui lo è stato anche nei confronti di dio.

Ha ridefinito tantissime parole (lemmi) di uso quotidiano togliendole dal valore presupposto; quella che mi ha commosso di più è “AMORE”: non farsi ingannare da “lo faccio per il tuo bene”; il mio bene lo posso riconoscere.

Un rivoluzionario pacifico.

A me, che sono un’insegnante di scuola primaria, ha lasciato anche una traccia preziosa per orientare il mio lavoro, in un convegno tenuto ad Urbino nel 2003 dal titolo “Pensare a scuola”.

Cito brevissimi stralci dai miei appunti.

“La parola bambino è una cattiveria, è una malvagità, è un’ingiuria. La prima ingiuria da non fare al bambino è di trattarlo come un bambino …

“Esse est percipere” (essere è percepire): Il bambino fin che è sano vive di questo enunciato propriamente filosofico, dove – il bambino che non ha ancora letto la Bibbia e non sa neanche chi sono stati i filosofi – la parola percepire acquista due significati ambedue corretti in più lingue: il percepire della percezione sensibile: il tatto, l’udito e la vista che tutti usiamo al più basso dei regimi, … e percepire nel significato del percepire un introito … il bambino è proteso al supplemento, al profitto.

Un maestro.

Sono felice di essere tra quelli che lo hanno conosciuto.

Patrizia Pediconi

26 gennaio 2022

Views: 13

Download File

FileDimensione del file
pdf PATRIZIA PEDICONI134 KB
Condividi