Maternità capitalistica

Possiamo definire la maternità sostitutiva a pagamento la maternità del capitalismo selvaggio che sfrutta il desiderio di avere figli di coloro che non ne possono avere e vogliono ugualmente formarsi una famiglia: capitalismo che, per soddisfare questo desiderio, mette in piedi un mercato miliardario mondiale che non si perita di superare qualsiasi limite, oltrechè morale, anche giuridico, e di farlo superare anche a coloro che intendono servirsene.

Facendo oltretutto passare questo mercato come a soddisfazione dei diritti umani.

In questo mercato, una donna viene chiamata a supplire a pagamento col suo corpo, perinde ac cadaver, alla procreazione per altri, senza esser tenuta in conto di soggetto pensante in proprio: che, se ad un certo punto della gravidanza decide di abortire il figlio che ha in corpo per altri, o di tenerselo come proprio una volta che sia nato, può sottrarsi a buon diritto a quella supplenza, e non continuare a produrre la creatura cui sta dando vita come una merce da mettere sul mercato.

Quella donna, peraltro, seppure ha sottoscritto per contratto le regole di un mercato che le fa dar vita a una creatura da vendere a qualcuno che gliela compra, non può esser legalmente costretta a seguirle, quelle regole: il liberismo selvaggio che governa il business mondiale della maternità sostitutiva non ha questo potere, anche se si presume metta in campo costrizioni indirette. … (segue)

Download File

FileDimensione del file
pdf G_CONTRI_MATERNITA_CAPITALISTICA102 KB
Condividi