A BREVE
  • PROLUSIONE SIMPOSIO 2026/2027: 24 OTTOBRE 2026

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M. Marani, Ieri, oggi, domani – su marinamarani.wordpress.com

Ho conosciuto Giacomo Contri il 30 novembre 1997. Me ne aveva parlato, incuriosendomi, un amico che già l’ascoltava e lo leggeva.

Lo avvicinai al termine di un evento pubblico, mi presentai, in pochi minuti finimmo a parlare di Marta e Maria, le amiche di Gesù.

Mi accorsi subito che il suo pensiero, per via di una parola, un’idea, un ribaltamento di nessi, portava novità del tutto inedite al mio. Iniziai a frequentarlo, a portargli ciò che avevo tra le mani, vicende personali, idee confuse, tanta ingenuità.

Agli inizi di questa amicizia risale una poesia che gli dedicai. Gliela consegnai mentre si attendeva l’inizio di un convegno nel quale era relatore. E questo dono portò quale esempio di frutto, qualcosa che non ci sarebbe stato senza un lavoro a due che lo rendesse possibile.  Terminava, la poesia, con il verso “Apri con la tua voce/la porta delle mie labbra”.

Filo rosso dei tanti appuntamenti è stato il pensiero. Soprattutto il pensiero di Cristo, scoperta rivoluzionaria per me, che sentivo tanto parlare di Cristo come “presente” ma non riuscivo a declinare il concetto senza incappare in derive mistiche o logiche di gregge, delle quali peraltro non mi accorgevo.

Ho conosciuto quindi il pensiero di Cristo in quanto pensiero sano – grazie a Freud – e praticabile – grazie a Contri.

Sono caduti ideali disincarnanti, essere figli ed eredi è ridiventato pensabile ed accessibile.

Contri correggeva la mia insistenza su Cristo invitandomi a non personalizzare il pensiero. Dall’uno o dall’altro, prendere come mangiare.

Del pensiero ne ha fatto una scienza, che poi è scienza dell’uomo (già Freud).

E per me un sapere nuovo, una bussola di orientamento quotidiano.

Chiamare le cose con il loro nome, camminare con i piedi sulla terra…: la scoperta del pensiero eccitato, che asseconda ciò che riconosce come piacere (“mi va”) e muove ad un lavoro, contributo, idea. E che così fa universo, relazione.

Un pensiero che conclude, quindi risolve, giudica senza lasciare lungo la strada né morti né feriti, mai rancori, piuttosto perdono, difesa, offerta rinnovata. Appuntamenti.

Un pensiero quindi libero, che porta quella pace che conosce chi riconosce il suo avversario, l’angoscia.

Un pensiero che tratta bene perché bene è stato trattato, qualcuno ne ha avuto cura.

L’ultima volta che ci siamo visti, poco prima di Natale, abbiamo parlato del fatto che Cristo ispira pensieri nuovi. E delle novelle di Mille e una notte.

Giacomo Contri è morto. Non il suo pensiero. Non la sua amicizia.

Pubblicato su:  https://marinamarani.wordpress.com/2022/01/29/ieri-oggi-domani/

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