OREMUS ET PRO PERFIDIS JUDAEIS
23/09/2023
Dal VI secolo fino al XX secolo (fino al 1959) nella liturgia cattolica del venerdì santo, con la quale i cristiani pregavano per la conversione dei giudei.
Ma pare che potrebbe avere un doppio significato : “ Preghiamo anche per i perfidi giudei quanto Preghiamo anche per i giudei increduli”.
In ogni caso, in Europa, molte furono le vessazioni inflitte agli ebrei per ottenerne la conversione.
IMPUTABILITÀ
22/09/2023
Ecco cosa dice la “Nostra Aetate” sulle religioni non cristiane
Malgrado autorità ebraiche con i propri seguaci si siano adoperate per la morte di Cristo, «tuttavia quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli ebrei allora viventi, né agli ebrei del nostro tempo».
DEICIDIO
21/09/2023
Fu il Concilio Vaticano II ad abolire con il decreto Nostra Aetate (ottobre 1965) la definizione Ebrei deicidi.
PIO XII E GLI EBREI
20/09/2023
NUOVI DOCUMENTI DEL PONTIFICATO DI PIO XII / ISCRIZIONI APERTE
Convegno Pontificia Università Gregoriana
PIO XII E GLI EBREI
20/09/2023
ALL’UNIVERSITÀ GREGORIANA, UNA CONFERENZA SU PIO XII E GLI EBREI
Bet Magazine Mosaico 18 Settembre 2023
di Nathan Greppi
Ha suscitato scalpore, negli ultimi giorni, la notizia del ritrovamento di una lettera del 12 dicembre 1942, dalla quale si evince come Papa Pio XII fosse al corrente già allora di ciò che avveniva nei campi di concentramento nazisti.
Più in generale, dagli Archivi Vaticani sono emersi in tempi recenti dei nuovi documenti che gettano una nuova luce sul ruolo del Vaticano durante la Shoah, resi fruibili per la prima volta nel marzo 2020 da Papa Francesco. Il loro contenuto verrà presentato al pubblico e ai giornalisti da lunedì 9 a mercoledì 11 ottobre nel corso di un convegno alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, intitolato New Documents from the Pontificate of Pope Pius XII and their Meaning for Jewish-Christian Relations: A Dialogue between Historians and Theologians (“I nuovi documenti del Pontificato di Pio XII e il loro significato per le relazioni ebraico-cristiane: un dialogo tra storici e teologi”).
Il convegno, che si svolgerà sia in italiano che in inglese nell’Aula Magna dell’ateneo, è suddiviso in sette sessioni per tre giorni: la prima sessione, che si terrà lunedì 9 ottobre, affronterà le politiche adottate da Pio XII nei confronti del fascismo, del nazismo e del comunismo.
La seconda sessione, martedì 10 ottobre, esplorerà la visione del mondo del Vaticano in generale e sulla Shoah in particolare, con riferimenti ai punti di vista che plasmarono le decisioni dei funzionari, prelati e laici facenti parte della cerchia del Papa. Nella terza sessione verranno trattate la teorizzazione e la messa in atto delle leggi razziali, prima in Germania e poi in altre nazioni europee, tra cui l’Italia. La quarta sessione sarà dedicata al salvataggio degli ebrei, con particolare attenzione all’80° anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma.
Mercoledì 11 ottobre si terranno la quinta, sesta e settima sessione. Innanzitutto verranno illustrate le reazioni dei diplomatici papali di fronte alla crisi dei rifugiati e agli orrori della Shoah. In seguito verranno raccontati episodi in cui il Vaticano aiutò criminali di guerra nazisti condannati in tribunali militari internazionali. Infine, verrà ripercorso il graduale cambiamento interno alla Chiesa che portò alla dichiarazione Nostra Aetate del 1965, quando il Concilio Vaticano II pose fine all’impostazione antisemita che per secoli ha ne ha segnato i rapporti con il mondo ebraico.
Tra gli ospiti, figurano Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma; Iael Nidam-Orvieto, Direttrice dell’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme; Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento Cultura della Comunità Ebraica di Roma; e gli storici della Fondazione CDEC di Milano Liliana Picciotto e Michele Sarfatti. Mentre al termine dei lavori, i discorsi conclusivi saranno tenuti dalla Presidente UCEI Noemi Di Segni e da Raphael Schulz, Ambasciatore israeliano presso la Santa Sede.
Chi fosse interessato a seguire il convegno dal vivo, può registrarsi cliccando qui. Inoltre, l’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della Gregoriana.
FREUD E GLI EBREI
19/09/2023
“Certezza che soltanto alla mia natura di ebreo io dovevo le due qualità che mi erano diventate indispensabili nel lungo e difficile cammino della mia esistenza. Poiché ero ebreo mi ritrovai immune dai molti pregiudizi che limitavano gli altri nell’uso del loro intelletto e, in quanto ebreo, fui sempre pronto a passare all’opposizione e a rinunciare all’accordo con la ‘maggioranza compatta’” (S. Freud, Discorso ai membri della Associazione B’nai B’rith, 1926).
CHURCHILL E GLI EBREI
19/09/2023
Bet Magazine Mosaico 19 marzo 2007
L’ex premier britannico Winston Churchill pensava che gli ebrei. fossero in parte responsabili dell’ostilità e delle persecuzioni di cui rimasero vittima ad opera dei nazisti a causa della loro “diversità”. Questa tesi fu argomentata in un articolo scritto nel 1937, tre anni prima di arrivare alla guida del governo, ma mai uscito su nessun giornale. Richard Toye, uno storico dell’Università di Cambridge, lo ha scoperto e ha ora deciso di renderlo pubblico.
Nell’articolo, intitolato ‘Come gli ebrei possono combattere le persecuzioni’, Churchill ricorda che dal 1933 gli ebrei avevano cominciato ad avere vita difficile sotto il Terzo Reich. “Sarebbe facile attribuire (questa ostilità) solo alla malvagità dei persecutori ma questa non sarebbe tutta la verita”, scriveva tra l’altro lo statista. L’antisemitismo è presente anche in quei paesi “dove ebrei e gentili sono uguali davanti alla legge e dove numerosi ebrei hanno trovato asilo e opportunita”.
“Gli ebrei in particolare dovrebbero tenerne conto”, proseguiva Churchill, “è possibile che loro stessi alimentino … l’ostilità di cui sono vittima”. “Il punto centrale dei rapporti tra ebrei e non ebrei è che l’ebreo è un diverso – scriveva ancora – ha l’aria di un diverso, pensa in modo diverso, proviene da una tradizione e da un patrimonio culturale diversi, non vuole essere assimilato”.
Nell’articolo, tuttavia, Churchill sottolineava anche che gli ebrei sono gente “sobria, lavoratrice e rispettosa della legge” e chiedeva ai suoi concittadini di condannare le persecuzioni che , qualche anno dopo, dovevano culminare nei sei milioni di morti dell’Olocausto.
Secondo lo storico inglese che ha ritrovato lo scritto negli archivi dell’Università di Cambridge, fu il segretario particolare dello statista a insistere con lui che pubblicarlo non sarebbe stato “consigliabile”
Società Amici del Pensiero Sigmund Freud L'albero si giudica dai frutti