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  • PROLUSIONE SIMPOSIO 2026/2027: 24 OTTOBRE 2026

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M.D. Contri, Articoli su FB dal 10 al 22 agosto 2023

“LE FEMMINISTE? MODERNE FATTUCCHIERE. LE DONNE NON SONO COME GLI UOMINI”. COSÌ VANNACCI ATTACCA L’UNIVERSO FEMMINILE. ABORTO E DIVORZIO NEL MIRINO”

22/08/2023

Le bordate contenute nel saggio del generale omofobo e sessista che accusa chi non vuole avere figli e l’accostamento alle bestie. L’appello di Gaynet a Meloni: “Faccia in modo che quel libro non si possa acquistare online con il bonus Cultura”

Non solo gay e migranti. Il generale Roberto Vannacci nel suo libro dello scandalo, Il mondo al contrario, non risparmia nessuno. E così accanto agli attacchi contro gli omosessuali e gli stranieri che arrivano sui barconi nel nostro Paese, il parà destituito dopo le polemiche dalla presidenza dell’Istituto geografico militare, se la prende anche con le donne tanto da definire le femministe “moderne fattucchiere”. Difeso da Salvini e da gran parte della destra, finito nel mirino del ministro della Difesa Crosetto e delle opposizioni, nel suo libro Vannacci critica l’aborto e persino il divorzio.

In uno dei capitoli si legge infatti: “Altra incredibile bordata proviene dal movimento femminista che si batte per l’emancipazione della donne. Oltre a promuovere istituzioni come il divorzio e l’aborto al suon dello slogan ‘tremate, tremate, le streghe son tornate’ si oppone alla figura femminile intesa come madre”. E aggiunge: “Le moderne fattucchiere (le femministe, ndr) sostengono che solo il lavoro ed il guadagno possono liberare le fanciulle dal padre padrone e dal marito che le schiavizza condannandole ad una sottomessa, antiquata, involuta ed esecrabile vita domestica”. Insomma, per Vannacci l’idea dell’emancipazione femminile è un tabù e ancora oggi le donne dovrebbero stare a casa ad occuparsi dei figli e della manutenzione domestica.

Ma non è tutto. il parà contina a prendersela con l’universo femminile e, in particolare, con chi, per scelta, decide di non avere figli. “La subdola propaganda anti-maternità intesa come schiavitù della donna – scrive il militare nel libro – ha sicuramente contribuito alla crisi della natalità pur non conseguendo quei tanto pubblicizzati obiettivi di emancipazione femminile”. Del resto, prosegue, anche la parità di genere è uno dei mali del nostro secolo. Questo perché, sostiene, “la necessità di ricorrere alla coercizione giuridica e ai meccanismo delle ‘quote rosa’ certifica l’inutilità delle ideologie di certe frange che imputano alla maternità il motivo alla base della discriminazione tra i sessi”. Parole con cui Vannacci dimentica, evidentemente, temi come la disparità salariale tra uomo e donna e la difficoltà, per le donne-madri, di ottenere avanzamenti di carriera senza un welfare adeguato.

Frasi, quelle di Vannacci, che suscitano nuovamente l’indignazione generale. “Non solo le presunte minoranze: dopo aver letto il libro di Vannacci possiamo dire che si tratta di un libro contro le donne. Mai visto un attacco frontale così deciso da un vertice delle Istituzioni”, sottolinea il presidente di Gaynet, Rosario Coco. “Confermiamo che quel libro – continua – offende la Costituzione e diffonde idee discriminatorie. Se c’è istigazione all’odio lo dirà la giustizia. La sostanza politica è che si tratta di uno sgangherato e contraddittorio manifesto contro i diritti umani giunto agli onori della cronaca per la posizione del suo autore”.

Ma le frasi deliranti del parà raggiungono apici inimmaginabili. “In un passaggio a pagina 333 – fa sapere il presidente di Gaynet – Vannacci dice: ‘Ce ne dobbiamo fare una ragione: l’uomo non è uguale alla donna; la bestia non è uguale all’uomo così come un pesce non è uguale a un mammifero’. Le donne vengono in sostanza degradate rispetto all’uomo, si torna proprio all’età antica, peggio che nel medioevo. Il tutto è coerente con le idee espresse sulla contraccezione e sulla famiglia tradizionale: le donne devono sono ‘psicologicamente diverse’ e devono possibilmente stare a casa con la prole”.

ORTODOSSIA DEL PENSIERO

20/08/2023

I tratti somatici individuano la cavallinità. Ma l’uomo non è un animale.

Carta d’identità, cittadinanza, costituzione, individuano l’italianità.

Libertà del pensiero politicamente corretto.

IL TRIONFO DELLA BANALITÁ
“LIBERTINAGGIO D’OPINIONE”

20/08/2023

Non ci si può appassionare alla recita a soggetto contro o a favore, su Meloni o su Vannacci o su quanto offre il copione del giorno. Nella Festa dell’insignificanza, alla fine resta nulla, il piccolo fumogeno di ieri che dirada la sua nube per aprire allo sketch di oggi

“IL GENERALE E IL SUO SAGGIO GUIDA DELL’ULTRADESTRA”

20/08/2023

Un libro che ha il sapore di un manuale per una rivoluzione culturale. Prodotto di marketing politico e Forza Nuova ora lo vuole candidare.

“VANNACCI, IL GENERALE IN CERCA DI UNA NUOVA RIBALTA”

19/08/2023

Frustrato dalle gerarchie e desideroso di un palcoscenico, sembra pronto a farsi strumentalizzare per ambizione. Ma chi voglia strappare voti a destra di Meloni avrebbe bisogno di Tognazzi in versione on. Tritoni.

“DIRE CHE LA MAGGIORANZA È NORMALE E LA MINORANZA È ANORMALE CONFLIGGE CON LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA”

19/08/2023

“RIVENDICO IL DIRITTO ALL’ODIO”

17/08/2023

Il libro autoprodotto da Roberto Vannacci, già capo dei paracadutisti della Folgore e oggi alla guida dell’Istituto geografico militare, si scaglia contro la “dittatura delle minoranze” con un linguaggio triviale e sessista.

“Rivendico il diritto all’odio.

Paola Egonu? I suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità”.

“Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!”, punto esclamativo incluso casomai non si fosse capita l’assertività. E poi, attacchi al femminismo, all’ambientalismo, ai clandestini – delinquenti e stupratori per antonomasia, par di capire nel leggere – e a chiunque vorrebbe farci credere che le razze non esistono.

REPUBBLICA.IT https://www.repubblica.it/…/vannacci_esercito_libro…/….

MOTTI DI SPIRITO. LE VACCHE GRASSE DEL FARAONE E I COGNATI GRASSI DI MAKKOX

13/08/2023

L’ebreo Giuseppe, schiavo in Egitto, interpreta due sogni del faraone: I due sogni significano la stessa cosa. Le sette vacche grasse e le sette spighe di grano piene significano sette anni di prosperità, e le sette vacche magre e le sette spighe di grano sottili significano altri sette anni di penuria.

Makkox: “Lollobrigida è il mio cognato preferito, metà del mio lavoro proviene dalle sue gaffe”.

MAKKOX: “VENGO DA UNA FAMIGLIA FASCISTISSIMA, CON BUSTO DI MUSSOLINI SULLA SCRIVANIA. LA PRIMA ESTATE DELLA DESTRA? I NUOVI MOSTRI”

13/08/2023

di Concetto VECCHIO

“É RAZZISTA. COSI’ VOGLIONO CANCELLARE ShAKESPEARE”

11/08/2023

15 Febbraio 2022

La crociata woke sta cercando di “cancellare” il Bardo: le sue opere sono accusate di essere piene di suprematismo bianco, misoginia, omofobia e razzismo. Il tribunale del politicamente corretto ha già emesso la sua sentenza.

Roberto Vivaldelli

L’anno scorso Sir Michael Morpurgo, 78 anni, si è rifiutato di includereIl mercante di Venezia nel suo libro per bambini, definendo il Bardo “antisemita”. Negli Stati Uniti, un numero crescente di insegnanti “woke”, secondo il New York Post, si rifiuta di far studiare il drammaturgo agli studenti, accusando le sue opere classiche di promuovere “misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”. Alcuni insegnanti di letteratura inglese hanno raccontato allo School Library Journal (SLJ) come hanno abbandonato opere come Romeo e Giulietta e Amleto per “dare spazio a voci moderne, diverse e inclusive”.

Shakespeare, la battaglia “woke” per eliminarlo

“Shakespeare era uno strumento utilizzato per ‘civilizzare’ i neri nell’impero inglese”, spiega la studiosa di Shakespeare Ayanna Thompson, professoressa di inglese all’Arizona State University. Gli insegnanti devono anche “sfidare la Whiteness” e la convinzione che le opere di Shakespeare siano “universali”, osserva Jeffrey Austin, che è a capo del dipartimento di letteratura inglese di una scuola superiore del Michigan. L’ex insegnante di una scuola pubblica dello stato di Washington, Claire Bruncke, ha dichiarato a SLJ di aver bandito il Bardo dalla sua classe per “allontanarsi dal centrare la narrativa su uomini bianchi, cisgender ed eterosessuali. Eliminare Shakespeare è stato un passo che potevo facilmente fare per lavorare in tal senso. E ne è valsa la pena per i miei studenti”, ha insistito. Altri insegnanti hanno affermato di essere rimasti fedeli a Shakespeare, ma di “rivisitare” le sue opere attraverso una lente più moderna. È il caso di Sarah Mulhern Gross, un’insegnante di inglese alla High Technology High School di Lincroft, ha affermato di insegnare a scuola “Romeo e Giulietta” facendo però un’analisi della “mascolinità tossica” contenuta nell’opera. Secondo l’autrice dell’articolo pubblicato sul School Library Journal, in definitiva, “le opere del drammaturgo sono piene di idee problematiche e superate, con abbondanza di misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”.

Il Bardo e i “seminari antirazzisti”

Nel Regno Unito non va meglio. Come riporta Il Foglio, infatti, Mary Bousted, segretaria della National Education Union, il più potente sindacato degli insegnanti del Paese, spiega che si deve andare oltre il celebre drammaturgo e poeta .”Come insegnante non ho problemi con Shakespeare, ma so che in una scuola dove si parlano trentotto lingue oltre all’inglese devo avere scrittori afro-caraibici nel curriculum, e poi scrittori indiani e cinesi”. Per questo, ha detto Bousted, il curriculum dovrà andare oltre il Bardo e gli altri autori bianchi. Gli studenti di Cambridge, nel frattempo, ricevono “un’avvertimento” prima di leggere Shakespeare, così da non restarne sconvolti. Come se non bastasse, la British Library vuole “rietichettare” il “First Folio” del poeta, la fonte principale di molte delle sue opere, per rifletterne i “legami coloniali”. E non finisce qua.

Come già riportato da Il Giornale lo scorso ottobre, il celebre Globe Theatre di Londra – il teatro londinese ricostruito nel 1997 dove recitò la compagnia del Bardo – ha organizzato in autunno una serie di “seminari antirazzisti” per sviscerare e riflettere sulle opere del Bardo. Nel mirino c’è soprattutto La Tempesta, opera che appartiene all’ultima fase della produzione del drammaturgo inglese, bollata già da tempo nel mondo anglosassone come “razzista” e “colonialista”. Contro la follia woke si è scagliata la Royal Shakespeare Company, la quale ha avvertito che la cancellazione del noto drammaturgo per questioni che turbano il pubblico moderno politicamente corretto è “la cosa peggiore che possiamo fare”

“È razzista”. Così vogliono cancellare Shakespeare

15 Febbraio 2022 – 12:27

La crociata woke sta cercando di “cancellare” il Bardo: le sue opere sono accusate di essere piene di suprematismo bianco, misoginia, omofobia e razzismo. Il tribunale del politicamente corretto ha già emesso la sua sentenza.

Roberto Vivaldelli

Il giornale William Shakespeare

L’anno scorso Sir Michael Morpurgo, 78 anni, si è rifiutato di includereIl mercante di Venezia nel suo libro per bambini, definendo il Bardo “antisemita”. Negli Stati Uniti, un numero crescente di insegnanti “woke”, secondo il New York Post, si rifiuta di far studiare il drammaturgo agli studenti, accusando le sue opere classiche di promuovere “misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”. Alcuni insegnanti di letteratura inglese hanno raccontato allo School Library Journal (SLJ) come hanno abbandonato opere come Romeo e Giulietta e Amleto per “dare spazio a voci moderne, diverse e inclusive”.

Shakespeare, la battaglia “woke” per eliminarlo

“Shakespeare era uno strumento utilizzato per ‘civilizzare’ i neri nell’impero inglese”, spiega la studiosa di Shakespeare Ayanna Thompson, professoressa di inglese all’Arizona State University. Gli insegnanti devono anche “sfidare la Whiteness” e la convinzione che le opere di Shakespeare siano “universali”, osserva Jeffrey Austin, che è a capo del dipartimento di letteratura inglese di una scuola superiore del Michigan. L’ex insegnante di una scuola pubblica dello stato di Washington, Claire Bruncke, ha dichiarato a SLJ di aver bandito il Bardo dalla sua classe per “allontanarsi dal centrare la narrativa su uomini bianchi, cisgender ed eterosessuali. Eliminare Shakespeare è stato un passo che potevo facilmente fare per lavorare in tal senso. E ne è valsa la pena per i miei studenti”, ha insistito. Altri insegnanti hanno affermato di essere rimasti fedeli a Shakespeare, ma di “rivisitare” le sue opere attraverso una lente più moderna. È il caso di Sarah Mulhern Gross, un’insegnante di inglese alla High Technology High School di Lincroft, ha affermato di insegnare a scuola “Romeo e Giulietta” facendo però un’analisi della “mascolinità tossica” contenuta nell’opera. Secondo l’autrice dell’articolo pubblicato sul School Library Journal, in definitiva, “le opere del drammaturgo sono piene di idee problematiche e superate, con abbondanza di misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”.

Il Bardo e i “seminari antirazzisti”

Nel Regno Unito non va meglio. Come riporta Il Foglio, infatti, Mary Bousted, segretaria della National Education Union, il più potente sindacato degli insegnanti del Paese, spiega che si deve andare oltre il celebre drammaturgo e poeta .”Come insegnante non ho problemi con Shakespeare, ma so che in una scuola dove si parlano trentotto lingue oltre all’inglese devo avere scrittori afro-caraibici nel curriculum, e poi scrittori indiani e cinesi”. Per questo, ha detto Bousted, il curriculum dovrà andare oltre il Bardo e gli altri autori bianchi. Gli studenti di Cambridge, nel frattempo, ricevono “un’avvertimento” prima di leggere Shakespeare, così da non restarne sconvolti. Come se non bastasse, la British Library vuole “rietichettare” il “First Folio” del poeta, la fonte principale di molte delle sue opere, per rifletterne i “legami coloniali”. E non finisce qua.

Come già riportato da Il Giornale lo scorso ottobre, il celebre Globe Theatre di Londra – il teatro londinese ricostruito nel 1997 dove recitò la compagnia del Bardo – ha organizzato in autunno una serie di “seminari antirazzisti” per sviscerare e riflettere sulle opere del Bardo. Nel mirino c’è soprattutto La Tempesta, opera che appartiene all’ultima fase della produzione del drammaturgo inglese, bollata già da tempo nel mondo anglosassone come “razzista” e “colonialista”. Contro la follia woke si è scagliata la Royal Shakespeare Company, la quale ha avvertito che la cancellazione del noto drammaturgo per questioni che turbano il pubblico moderno politicamente corretto è “la cosa peggiore che possiamo fare”.

L’anno scorso Sir Michael Morpurgo, 78 anni, si è rifiutato di includereIl mercante di Venezia nel suo libro per bambini, definendo il Bardo “antisemita”. Negli Stati Uniti, un numero crescente di insegnanti “woke”, secondo il New York Post, si rifiuta di far studiare il drammaturgo agli studenti, accusando le sue opere classiche di promuovere “misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”. Alcuni insegnanti di letteratura inglese hanno raccontato allo School Library Journal (SLJ) come hanno abbandonato opere come Romeo e Giulietta e Amleto per “dare spazio a voci moderne, diverse e inclusive”.

Shakespeare, la battaglia “woke” per eliminarlo

“Shakespeare era uno strumento utilizzato per ‘civilizzare’ i neri nell’impero inglese”, spiega la studiosa di Shakespeare Ayanna Thompson, professoressa di inglese all’Arizona State University. Gli insegnanti devono anche “sfidare la Whiteness” e la convinzione che le opere di Shakespeare siano “universali”, osserva Jeffrey Austin, che è a capo del dipartimento di letteratura inglese di una scuola superiore del Michigan. L’ex insegnante di una scuola pubblica dello stato di Washington, Claire Bruncke, ha dichiarato a SLJ di aver bandito il Bardo dalla sua classe per “allontanarsi dal centrare la narrativa su uomini bianchi, cisgender ed eterosessuali. Eliminare Shakespeare è stato un passo che potevo facilmente fare per lavorare in tal senso. E ne è valsa la pena per i miei studenti”, ha insistito. Altri insegnanti hanno affermato di essere rimasti fedeli a Shakespeare, ma di “rivisitare” le sue opere attraverso una lente più moderna. È il caso di Sarah Mulhern Gross, un’insegnante di inglese alla High Technology High School di Lincroft, ha affermato di insegnare a scuola “Romeo e Giulietta” facendo però un’analisi della “mascolinità tossica” contenuta nell’opera. Secondo l’autrice dell’articolo pubblicato sul School Library Journal, in definitiva, “le opere del drammaturgo sono piene di idee problematiche e superate, con abbondanza di misoginia, razzismo, omofobia, classismo, antisemitismo e misoginia”.

Il Bardo e i “seminari antirazzisti”

Nel Regno Unito non va meglio. Come riporta Il Foglio, infatti, Mary Bousted, segretaria della National Education Union, il più potente sindacato degli insegnanti del Paese, spiega che si deve andare oltre il celebre drammaturgo e poeta .”Come insegnante non ho problemi con Shakespeare, ma so che in una scuola dove si parlano trentotto lingue oltre all’inglese devo avere scrittori afro-caraibici nel curriculum, e poi scrittori indiani e cinesi”. Per questo, ha detto Bousted, il curriculum dovrà andare oltre il Bardo e gli altri autori bianchi. Gli studenti di Cambridge, nel frattempo, ricevono “un’avvertimento” prima di leggere Shakespeare, così da non restarne sconvolti. Come se non bastasse, la British Library vuole “rietichettare” il “First Folio” del poeta, la fonte principale di molte delle sue opere, per rifletterne i “legami coloniali”. E non finisce qua.

Come già riportato da Il Giornale lo scorso ottobre, il celebre Globe Theatre di Londra – il teatro londinese ricostruito nel 1997 dove recitò la compagnia del Bardo – ha organizzato in autunno una serie di “seminari antirazzisti” per sviscerare e riflettere sulle opere del Bardo. Nel mirino c’è soprattutto La Tempesta, opera che appartiene all’ultima fase della produzione del drammaturgo inglese, bollata già da tempo nel mondo anglosassone come “razzista” e “colonialista”. Contro la follia woke si è scagliata la Royal Shakespeare Company, la quale ha avvertito che la cancellazione del noto drammaturgo per questioni che turbano il pubblico moderno politicamente corretto è “la cosa peggiore che possiamo fare”.

“QUID EST HOMO?”

10/08/2023

“CANCELLARE SHAKESPEAR E CON LUI CANCELLARE LA NATURA UMANA”

Pacificazione piccoloborghese?

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