A BREVE
  • PROLUSIONE SIMPOSIO 2026/2027: 24 OTTOBRE 2026

  • PROLUSIONE SIMPOSIO 2026/2027: 24 OTTOBRE 2026

M.D. Contri, Articoli su FB dal 1 al 7 ottobre 2023

Leggi, contratti e norma fondamentale: Costituzione

05/10/2023

LA-PROPOSTA-DI-LEGGE-SUL-SALARIO-MINIMO-TORNA-IN-AULA-IL-17-OTTOBRE-RIPRENDE-LESAME-ALLA-CAMERA

Quindi, quando un giudice si trova a dover stabilire un salario minimo, deve tenere conto del Ccnl ma non solo. Può “motivatamente discostarsi” dal contratto collettivo se questo è troppo basso per rispettare i principi della Costituzione, e per determinare il giusto ‘salario minimo costituzionale’ può fare riferimento ad altri contratti collettivi in settori simili, o anche agli indicatori economici e statistici che riguardano – ad esempio – la soglia di povertà o il salario medio.

Soprattutto, un giudice secondo la Costituzione sarebbe tenuto a fare la stessa cosa anche se ci fosse già una legge sul salario minimo legale. “Nel nostro ordinamento una legge sul ‘salario legale'” non si può realizzare con un “rinvio in bianco alla contrattazione collettiva”, perché “il quadro costituzionale impone un minimum”. Questo passaggio è stato quello più sottolineato dalle opposizioni. Significa che, nel dibattito sul salario minimo legale che ripartirà a ottobre, avranno un’arma in più per chiedere che si arrivi a fissare una soglia minima (la proposta è di 9 euro l’ora).

Finora, il governo Meloni ha spesso respinto l’idea di una soglia minima di salario, dicendo che è meglio potenziare la contrattazione collettiva. La sentenza della Cassazione chiarisce che questo può non essere abbastanza, e che un giudice potrebbe comunque ritenere uno stipendio troppo basso, anche quello in un contratto collettivo, se non è sufficiente a garantire una vita dignitosa.

UN’IDEA DI GIUSTIZIA

04/10/2023

Il governo prende tempo e la Cassazione interviene. Il salario minimo è realtà. Introdotto non da una legge, ma per sentenza. Una decisione destinata a fare la storia – la numero 27711/23 – con la quale i supremi giudici del Palazzaccio hanno stabilito che la retribuzione minima di un lavoratore può essere fissata anche dai tribunali. Perché uno stipendio deve essere effettivamente proporzionato a quanto recita l’articolo 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Un’affermazione di principio che mette dunque in secondo piano la centralità della contrattazione collettiva, del ruolo dei sindacati, nello stabilire il livello della retribuzione.

Condividi