M. Campana, “Dietro il femminicidio c’è Sanremo” ovvero una terribile illusione

Davanti a crimini così efferati e nello stesso tempo così inspiegabili come quello di Sara del 31 Marzo a Messina, ho ripensato ad un articolo di Giacomo Contri che sono andata a ripescare. Lo scritto di uno psicoanalista, “Amico del Pensiero” che ancora una volta mi aiuta a pensare. Sara non era neppure fidanzata con Stefano, questi non poteva neanche essere certo che sarebbe andata bene tra i due, solo che lui si era fatta una IDEA di lei, l’aveva IDEALIZZATA e si era “fissato” a questo IDEALE. In questo processo incancrenito, di un brutto allontanamento dal reale, con fissazione, non c’è un bel niente che possa chiamarsi amore, solo tanto odio: odio per lei, odio per lui stesso, odio per tutti, odio che prende il sopravvento.

Stefano ha agito accecato dall’odio, o invidia: nessun vantaggio per nessuno!

Amore è uno spazio mentale, è un posto che riservo all’altro da me, è quindi ascolto, è “vedere”, è concordare, è godere di tempo trascorso insieme, in “relazione”: una parola tutta da scoprire!

“Dove è odio che io porti amore”, è la formula di San Francesco: È POTERE!

Il semplice lamento è povertà, impotenza, e lavora dalla parte dell’odio, così presente, così vicino, a volte palpabile, percepibile anche in uno sguardo cattivo e tanto povero!

Ecco l’articolo di Giacomo Contri pubblicato in THINK! il 10 marzo 2014 dal titolo INNAMOIRATO, oggi più attuale di allora, purtroppo!

Devo questo neologismo a un mio visitatore, cui restituirò l’invenzione quando vorrà.
L’innamoramento ha il carattere dell’ira, ira pura, furia: questa non guarda in faccia nessuno, è monomaniaca, tutto di realtà e pensiero è scotomizzato – estrema riduzione del campo percettivo e cognitivo- a eccezione di una idea cui l’altro è ridotto, un’Idea amorosa che altro non è che puro bersaglio: lì per lì sembra bersaglio di intenzioni credute amorose (dono privilegio, devozione, sacrificio), ma al suo ritrarsi diventa bersaglio dell’ira, e allora non ci sono santi che tengano (ma quando tengono i santi?, e non sono scettico).

Furia amorosa, o “l’amava come una tigre”
In Italia si dice femminicidio, ma avete mai letto un giornalista che tira in causa l’innamoramento?:
dietro il femminicidio c’è Sanremo.
Ripeto che le illusioni amorose, con altre, sono alla base delle illusioni politiche: e poiché le illusioni sono di massa, non c’è moto politico.
Un Dio innamorato degli uomini sarebbe un Dio maligno (con o senza Cartesio)”

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