L’odio omicida originario è la difesa dell’egemonia del principio di piacere che orienta i propri moti, contro il crimen laesae maiestati, draconianamente punibile con la morte, di chi li ostacola, Esso è tuttavia anche risorsa, punto di partenza, di un’elaborazione legale, civile, di un ordine in cui gli altri individui siano trattabili a loro volta come sovrani orientati dallo stesso principio. non più come nemici.
E’ una “porta stretta” varcata da molti meno di quanto crediamo, i più segnano il passo in un “incivilimento ipocrita”, scrive Freud nel 1915, sempre pronti alla regressione a forme primordiali.
Ma perché si possa parlare di “banda di assassini” deve essere successo qualcos’altro, qualcosa che spieghi come mai “riuniti in moltitudine, o addirittura in milioni di individui, per ciò stesso tutte le acquisizioni morali dei singoli dovessero scomparire, lasciando sussistere soltanto gli atteggiamenti psichici più primitivi, più antichi e più rozzi”.
Nel 1915 per Freud ciò resta “un vero mistero”, che gli si diraderà nel 1921, in Psicologia delle masse e analisi dell’Io: per uscire dalla scomoda situazione dominata dall’odio per l’altro si compie un atto di autoannessione a questo altro, odiato ma supposto sapere e potere, rinunciando al proprio sapere e potere e alla propria facoltà di elaborazione legale, restando fissati all’odio, ma facendo banda con quella moltitudine che abbia riposto la propria ragione sociale nella stessa annessione.
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Correctness di Giacomo B. Contri – Think
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