A tutti i Soci della Società Amici del Pensiero ‘Sigmund Freud’
Cari amici,
Tra una decina di giorni ci incontreremo su un tema quanto mai attuale (Simposio di sabato 14 marzo).
Colgo l’occasione del recente articolo di Gad Lerner Israele e Iran. La degenerazione di due imprevisti del Novecento su “Il Manifesto” del 1° marzo per mettervi a parte dell’attesa dei contributi di Tommaso Gazzolo e Alessio Lo Giudice al nostro lavoro.
Da sabato scorso dobbiamo fare i conti con la riedizione infuocata di un’Antigone che finge sentimenti religiosi o morali mentre invece disdegna il diritto.
Visto come stanno le cose, il tema che abbiamo proposto assume particolare importanza.
Penso infatti che possiamo utilmente ricapitolare la scienza del pensiero con due coppie opposte:
Amico-Nemico aut Partner-Universo degli altri (o dei simili).
La ricerca di G.B. Contri ci ha introdotto alla concezione giuridica della vita psichica: niente avviene al di fuori del diritto a partire dalla pulsione freudiana (la legge di moto dei corpi umani) e dall’elaborazione e assunzione di questa a norma e giudizio di ogni altra legge e esperienza di rapporto. La legge di moto del corpo umano è giuridica e nella psicopatologia è antigiuridica.
“Freud ha fatto una delle scoperte più sconvolgenti per il pensiero: che nella psicopatologia la guarigione è sentita come un pericolo, cioè come un nemico: una situazione che è debole chiamare imbarazzante.” (G.B. Contri, L’ordine giuridico del linguaggio, 2003, Lemma ‘Resistenza’).
La coppia amico-nemico si appoggia su un paralogismo: ‘amico è il non-nemico’; nemico è il non-amico’. In breve, provincialismo odioso, abolizione dell’universo, assenza di concetto (giuridico).
Invece, la coppia partner-universo degli altri è quella che definisce l’amico in base a criteri normativi di amicizia del e per il pensiero e non in opposizione a nemico. Semmai, in opposizione a non-(ancora)-amico.
Amico è chi, tra tutti i potenziali amici dell’universo dei simili, ‘ci sta’ a trafficare con il soggetto apportando a questo un guadagno con vantaggio anche suo.
“L’amicizia, nell’universo senza provincialismo (anche psicopatologico), non è solo una virtù: è una virtù politica.” (GB Contri, L’ordine giuridico del linguaggio, 2003, Lemma Amicizia).
Vorremmo approfondire, grazie al contributo dei due giuristi, queste domande:
Come potrebbe configurarsi un lavoro di civiltà e una vita civile secondo la coppia amico-nemico?
Che prospettive di convivenza e profitto sono disegnate, se lo sono, da chi attacca il nemico designato? Farne un amico? Dissolvere la coppia amico-nemico eliminandone un termine?
A presto,
Raffaella Colombo
Presidente SAP
Società Amici del Pensiero – Studium Cartello 2026
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