La laicità del diritto, dello Stato, insiste ad essere il dark continent della nostra civiltà. La modernità, dopo secoli di guerra alle eresie, aveva risolto dapprima lo scatenamento delle guerre di religione, seguito alla Riforma protestante, con la Pace di Augusta del 1555 sulla base del principio del cuius regio eius religio: il suddito doveva conformarsi alla confessione del principe del suo Stato. Nel 1791 il primo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti garantirà la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, la libertà di parola e di stampa, il diritto di riunirsi pacificamente. Esso, inoltre, proibisce al Congresso degli stati Uniti di “fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione”. Ma la strada alla soluzione della questione laica è tutta da percorrere, non la si può ridurre nella prospettiva di un semplice multiculturalismo, di un cieco pragmatismo. E’ la condizione dell’avvento della libertà di pensiero.
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