La costruzione psichica del nemico in Freud

  1. I riferimenti di Freud alla polarità – alla distinzione, se c’è – amico/nemico, sono in realtà piuttosto rari, anche se potremmo sempre ritrovarli, e renderli visibili, in quella amore/odio, che invece scandisce tutti i testi freudiani. Ma se dovessimo, credo, trovare anzitutto il cuore teorico in cui è il problema del nemico in quanto tale che viene in considerazione, esso riguarda proprio la questione di una certa ri-dislocazione delle corrispondenze tra queste due polarità, ossia quella che interroga la possibilità dell’amare il proprio nemico. Si possono amare i propri nemici? É noto, ma vale la pena proprio ricominciare da qui, quanto Freud considerasse «incomprensibile» – come egli scrive – questo comandamento che dice “Ama i tuoi nemici”. Fermiamoci un momento su questo punto, per precisare come Freud rifiuti le due versioni possibili di che cosa esso potrebbe significare.

Se “ama i tuoi nemici” vuole dire che ciò che devo amare è il mio nemico proprio in quanto mi è nemico, proprio perché non è degno di essere amato, ed anzi meriterebbe tutto il mio odio e la mia avversione, allora, osserva Freud, si tratta di un comandamento che non si può accettare se non rinunciando ad ogni possibilità di spiegarlo e di comprenderlo: credo quia absurdum. Se il mio nemico è un nemico, allora è impossibile amarlo, perché in tal caso cesserebbe, per ciò stesso, di essermi nemico. Qui l’argomento di Freud è basato essenzialmente sulla contraddizione logica che deriverebbe dal comandamento: non si può amare, in quanto nemico, il proprio nemico, dal momento che farlo significherebbe negarlo proprio come nemico.

Per Freud, “ama i tuoi nemici” può anche però essere inteso esattamente allo stesso modo dell’altro comandamento che egli rifiuta, ossia “ama il prossimo tuo come te stesso”. Non è esattamente la stessa cosa, a ben vedere, perché qui Freud lo rifiuta non sulla base di un’argomentazione logica, ma difendendo l’idea per cui si deve amare, anzitutto, solo chi è degno d’amore, chi merita il mio amore: «il mio amore è una cosa preziosa, che non ho diritto di gettar via sconsideratamente». È un motivo che Freud ripete spesso, ma che, in questo passo, viene chiarito ulteriormente, dal momento che egli, se pur brevemente, indica tre ragioni per cui qualcuno può assumere la posizione di chi merita il mio amore:

(a) «se mi assomiglia in certi aspetti importanti, talché in lui io possa amare me stesso»;
(b) «se è tanto più perfetto di me da poter io amare in lui l’ideale di me stesso»;
(c) se è «figlio del mio amico», perché il dolore del mio amico se gli accadesse qualcosa «sarebbe anche il mio dolore, un dolore che dovrei condividere».  […]

Società Amici del Pensiero – Studium Cartello 2026
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Scheda documento
Nome file:260314SAP_TG2
Data documento:29/03/2026
Titolo:La costruzione psichica del nemico in Freud
Autore/i:Tommaso Gazzolo
Descrizione:Intervento alla sessione del Simposio
Organizzatore:Società amici del pensiero
Sezione archivio:Simposio 2025/2026
Contesto:6^ Sessione
Lemmi:Nemico, Freud Sigmund, Odio, Amore, Ambivalenza
Evento correlato
Evento:6^ Sessione del Simposio 2025/2026
Luogo:Milano, CMC
Data:14 Marzo 2026
Orario:10-13
Accesso:Soci, Uditori e Ospiti

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