
Aveva ottant’anni. Lo ricordiamo con le parole di un suo amico e allievo
21 Gennaio 2022
É morto a Milano lo psicoanalista Giacomo B. Contri. Lo ricorda il suo allievo e amico Luigi Ballerini
Giacomo B. Contri è morto, a ottant’anni. So che apprezzerebbe questo tono diretto, lui che ha sempre odiato i fronzoli. Maestro mio e di molti altri, senza mai volersi porre come tale: auspicava infatti compagni che zappassero con lui il campo del pensiero, non allievi. È stato uno dei principali intellettuali a cavallo del secolo, un vero scienziato del pensiero. Poco tempo fa, quando gli ho proposto di stilare la sua carta di identità intellettuale, mi ha concesso un’intervista tanto asciutta quanto generosa. Non c’è occasione migliore che proporla adesso.
Quali sono stati gli anni determinanti della sua vita?
A circa trent’anni, già medico, ho imboccato irreversibilmente la strada di Freud, poi ho svolto la mia analisi con J. Lacan (dei cui Écrits sono stato traduttore), per poi ancora dovere guarire da Lacan nella sua avversione al pensiero. Questa avversione è però anche stata un’indicazione differenziale preziosa. E’ sempre di quel periodo la mia frequenza all’ École Pratique des Hautes Études di Parigi e la decisiva scoperta della forma giuridica (non naturale) del linguaggio. Tra i quaranta e cinquant’anni, la mia scoperta di Freud come inauguratore della scienza del pensiero.
Quali i suoi studi e la sua professione?
Ho studiato Medicina. Dopo qualche anno di psicologia medica ho sempre operato come psicoanalista.
Quali considera i momenti decisivi della sua vita?
Momento decisivo è stato quando ho individuato nemici e amici del pensiero. Platone: il grande corruttore; Kant: il mio miglior nemico; Freud: la scoperta del pensiero; il pensiero di Cristo: una novità da subito rimossa dal cristianesimo.
Ci sono stati autori, artisti od opere di riferimento?
Un mio Autore importante è stato Hans Kelsen, respinto da molti, e aggiungo Max Weber e Karl Marx. Tra i miei artisti, ho voglia di ricordarne solo uno, Albrecht Dürer. Filosofia, teologia, religione, psicologia, stanno nel mio passato, senza opprimermi.
Chi annovera tra i suoi maestri?
Tengo a ricordare i miei Maîtres d’études Roger Bastide, Roland Barthes e Claude Lefort.
Le sue opere che considera più importanti?
Menziono soltanto tre dei miei scritti in quanto contengono nel titolo la parola “pensiero”: Il pensiero di natura, Istituzioni del pensiero, Think blog quotidiano che tengo da quindici anni. Animo una Società detta “Società Amici del Pensiero Sigmund Freud”.
***
Ed è proprio ai suoi amici della Società che il 16 dicembre ha destinato uno scritto, già eloquente: Cari Amici, tengo a essere ricordato per la concezione giuridica dell’amore, e per la scienza del pensiero (inconscio).
In un ulteriore testo del 7 gennaio ha aggiunto un nesso tra i due precedenti capitoli e la fede.
“Abbiamo sempre sbagliato a fare il nesso fede-Dio, io non credo in Dio. […] Per amare Dio bisognerebbe che egli avesse un mulino cui portare acqua. […] Non c’è fede, affidabilità, se non c’è profitto dell’altro. E non esiste amore di Dio senza la mia acqua al suo mulino. […] Restava da costruire quella affidabilità (giuridicità, partner) che i cristiani avevano mancato.”
Nell’ultima apparizione in pubblico, il 15 gennaio, ha così commentato questo stesso scritto: “Vi ho mandato tre argomenti. Non sono un’idea, sono le mie tre verità, e di anni: la scienza iniziata con Freud, il pensiero giuridico dell’amore – che è caduto da Antigone in poi, anche da Gesù Cristo in poi, e che rimane tutto da fare – e la fede: non c’è fede, affidabilità, se non c’è profitto dell’altro. […] Nel Simposio di quest’anno invito tutti, d’ora in poi, a curarsi delle proprie resistenze. Lacan non ha intenzionalmente avuto cura per le resistenze, le sue e quelle dei suoi pazienti…il che ha avuto conseguenze gravi”.
Ecco, Giacomo B. Contri ha chiesto di essere ricordato per questi suoi tre capitoli conclusivi: Diritto, Scienza, Fede. A noi ora il compito di custodire e coltivare questo pensiero, profittevole per ciascuno di noi. Un mulino cui portare acqua, come gli sarebbe piaciuto sentirsi dire.
Pubblicato su La Repubblica: https://www.repubblica.it/cultura/2022/01/21/news/morto_lo_psicoanalista_giacomo_b_contri-334755955/
Views: 17
Società Amici del Pensiero Sigmund Freud L'albero si giudica dai frutti