Il programma freudiano: “Dove era l’Es, deve subentrare l’Io. E’ un’opera di civiltà, come ad esempio il prosciugamento dello Zuidersee” (Introduzione alla psicoanalisi, 1932).
La psicoanalisi, finché resta freudiana, non cura la malaria, lavora a prosciugare la palude che la produce, la palude in cui affonda le radici il Super-Io, l’istanza superiore alla ragione, supposta governare la nostra esistenza censurando il pensiero, riducendolo all’impotenza della “servitù volontaria” (Étienne de La Boétie,1549).
E’ un’opera di civiltà, un’impresa politica, non sanitaria.
Anche se “il primato dell’intelletto va collocato senz’altro in un futuro molto, molto lontano, ma probabilmente non infinitamente lontano” (L’avvenire di un’illusione, 1927).
Che dire di tutto l’attuale affaccendamento afinalistico per spartirsi la torta della psicoterapia, per accaparrarsene il monopolio, se non il volterriano “una risata vi seppellirà”?
Società Amici del Pensiero Sigmund Freud L'albero si giudica dai frutti