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Guerra, fredda, ma perlomeno è guerra, ”sola igiene del mondo” (Marinetti, 1909).

Guerra, fredda, ma perlomeno è guerra, ”sola igiene del mondo” (Marinetti, 1909).

Prima o poi colerà il sangue.

Già i cristiani, una volta pervenuti all’idea della fine della storia con l’avvento della verità della religione dell’amore (“pienezza dei tempi”), si diedero alla persecuzione spesso sanguinosa di ebraismo, paganesimo ed eresia. Guadagnandosi l’odio dei “malbattezzati”, diceva Freud.

Le guerre di religione non finiscono mai, fomentate dall’odio tra fedi diverse.

McFaul, ex ambasciatore Usa a Mosca e ex consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca, deve aver goduto nell’aver finalmente trovato il modo di sostituire l’odio, ormai fuori moda, tra fede nel capitalismo e fede nel comunismo (quante belle guerre, armamenti, alleanze militari, interventismi, invasioni, colpi di stato, caccia alle streghe) con l’odio tra regimi autoritari e regimi liberal democratici.

Oggi alle luci della ribalta c’è Putin, ieri l’Islam o la Cina: “Putin non ragiona come noi. Vuole mostrare che i regimi vincono”, dice McFaul in un’intervista al Corriere della Sera del 22 febbraio, “vuole veder fallire la democrazia ucraina, in modo da poter dire al suo popolo e al mondo: le democrazie non funzionano, i regimi come il mio sì”.

Il guaio è che Putin ragiona esattamente come lui. Per questo lo capisce.

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