Propongo come contributo alla preparazione del Convegno Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico del 4 novembre p.v. sul pensiero giuridico di Giacomo Contri la pubblicazione del capitolo Habeas corpus pueri che Contri scrisse sul suo intervento al Colloquio psicoanalisti-giuristi organizzato a Palazzo di giustizia di Milano da Società amici del pensiero nel 2009 (edito da Franco Angeli a cura di Giulia Contri col titolo Minori in giudizio): l’invito al quale, sostenne Contri nel documento preparatorio da lui stilato, era a parlar di diritto come ordinamento che non può ignorare la capacità ordinativa del pensiero individuale, e non di psicologia. Oggetto ne era il concetto di promozione, difesa e rappresentanza del discernimento, cioè del pensiero, sostenne Contri, del minorenne in giudizio per contenziosi familiari, che un’importante Istituzione legislativa europea come La Convenzione di Strasburgo a fine ‘900 aveva messo in campo come ‘inedito’ e ‘rivoluzionario’ compito per gli operatori del giudiziario minorile: promozione, difesa e rappresentanza di una capacità pattizia esistente, secondo Strasburgo, nel minorenne a fondamento del suo discernimento, del suo pensiero. Discernimento, pensiero che, se sequestrato, sostiene sempre Contri nel suo linguaggio giuridico, dalla cultura e dall’educazione, può essere dissequestrato – habeas corpus pueri, dove corpus é corpo del pensiero – con un lavoro di difesa della salute del suo pensiero del rapporto a meta di soddisfazione, e di difesa, in contemporanea, giudiziaria di quel pensiero.
Giulia Contri
G.B. CONTRI, HABEAS CORPUS PUERI
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