Diario di pace

I. PERCHÉ LE GUERRE

Fin da subito quando ce l’ha proposta, la definizione di moto umano di Giacomo Contri ci ha convinto profondamente perché era un pensiero di pace. È: allattandomi mia madre mi ha messo nelle condizioni di farmi soddisfare per mezzo di un altro. È quel ‘per mezzo’ che un soggetto non sempre è in grado di coltivare nel proprio pensiero: per mezzo significa che qualcuno mi muove per muovermi con lui. Muovermi per mezzo di un altro significa con-suonare con lui la stessa musica: se mi muovo con lui anche lui si muove con me.

Un soggetto non sempre sa e non sempre si mette nelle condizioni di mettersi in moto per mezzo di qualcun altro, si tratti di affari politici, economici o personali.

La fisioterapia come scienza ha messo a punto che, se un soggetto che ha interrotto ad un certo punto il suo moto in concorso con quello di un altro o per incidente o per incapacità propria, si può mettere in moto ancora quel moto originario in concorso con altri, invitando quel soggetto a riprendere quel moto e a rifarlo, nonostante l’interruzione incidentale o involontaria.

Malgrado quell’invito, tuttavia, molto spesso un soggetto non è in grado di aderire ad una richiesta di messa in moto da parte di un fisioterapista che lo invita a riprendere il moto. Non raccoglie l’invito “lasciati andare, lasciati andare alla mia rimessa in moto”, perché il soggetto resiste alla rimessa in moto, soddisfacente a tutti gli effetti: il moto umano può essere messo “in moto” ma può resistere anche a farsi mettere in moto.

Conclusione: ripenso con questa mia formulazione a quanto diceva Don Milani: “nei rapporti umani uscirne insieme è l’amore, uscirne da soli è l’avarizia”.

II. I POTENTI DELLA TERRA E LA MANCANZA DELL’IDEA DI RAPPORTO

Per i cosiddetti grandi della terra non esiste il concetto di rapporto soddisfacente le parti in causa, cioè il farsi soddisfare ciascuna parte per mezzo delle altre via accordi e patti. I grandi potenti viaggiano su due concetti fondamentali: la forza e il potere.

Ne è esempio lampante la funzione religiosa avvenuta in occasione della commemorazione dell’omicidio di Falcone, per il quale furono forniti dalla mafia 450 chili di tritolo. In quella cerimonia intervenne con grande chiarezza la moglie di Portinaro (uno degli agenti di scorta di Falcone ucciso nell’attentato). Ricordo bene come invitò gli esecutori dell’attentato a inginocchiarsi con lei a chiedere perdono per l’omicidio. Non avendo avuto risposta, affermò senza esitazione che l’invito non era stato accolto e disse: “Ma questi non cambiano, non cambiano!” E piangeva.

A dire teoricamente: la logica dei grandi della terra è una logica senza idea di rapporto, è una logica distruttiva di potere e di forza che per sua natura non può consentire il rapporto.

III. PERCHÉ LE GUERRE

La servitù volontaria delle masse asservite al concetto di potere rende possibili le guerre a costo di fare di quei medesimi soggetti delle vittime inevitabili in quanto consenzienti.

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