“Trovo nel mio archivio, e lo propongo per il sito, questo documento di fondamentale importanza giuridica del 2002 di Giacomo Contri su ‘Il Tribunale Freud’: egli vi tratta di un concetto di imputabilità non contemplata dai Tribunali ordinari, eppure subito giuridica, che non segue la colpa, ma la precede fino a produrla”.
Giulia Contri
Il Tribunale Freud
Sigmund Freud ha aperto il dossier di una imputabilità non contemplata dai Tribunali ordinari o straordinari, eppure subito giuridica.
Ha così completato la questione morale dell’umanità, senza separare moralità e giuridicità.
Lo ha aperto procedendo alla riabilitazione di una capacità di intendere e volere costretta nella coazione di dispositivi patologici, algoritmi del comportamento, del pensiero, del sentimento, del corpo.
Non solo costretta ma anche deviata in un senso di colpa che mistifica l’imputabilità, perché esso non segue la colpa ma la precede, fino a produrla per darsi giustificazione.
E produrla nell’oscenità e ferocia dell’agente di quel comando puro che è stato chiamato “superio”.
Che è anche fonte di una confusione collettiva: quella tra imputabilità (di ordine normativo) e responsabilità (di ordine imperativo).
L’apertura di questo molteplice dossier è anche produttivo di libertà, secondo l’adagio che abbiamo ricavato condensando una frase di Hans Kelsen: “L’uomo non è imputabile perché è libero: è libero perché è imputabile”.
Dunque ciò che fa “notizia” in questo Foglio è ogni scoperta di imputabilità occultate.
aggiornamento 22 giugno 2002
Pubblicato online su: http://web.tiscali.it/dailylife/
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