Raffaella Colombo
Introduzione: lavoro di civiltà al bivio tra finzione e rettitudine
Il Simposio, la principale iniziativa istituzionale della Società Amici del Pensiero, sarà il nostro lavoro di civiltà.
Per introdurlo, e lo faccio non da presidente ma personalmente, ho scelto di intitolarlo “Costruire mentre si distrugge” ...

Costruire mentre si distrugge. Prolusione

Raffaella Colombo

Introduzione: lavoro di civiltà al bivio tra finzione e rettitudine

Il Simposio, la principale iniziativa istituzionale della Società Amici del Pensiero, sarà il nostro lavoro di civiltà.

Per introdurlo, e lo faccio non da presidente ma personalmente, ho scelto di intitolarlo “Costruire mentre si distrugge”.

Il titolo prende spunto da una recente intervista a Mario Botta, l’architetto ticinese reso famoso dalle sue costruzioni “basate sulla luce”, tra cui chiese, moschee, sinagoghe, musei, palazzi istituzionali, oltre alle numerose abitazioni private che dagli anni Settanta hanno mutato il paesaggio intorno a Lugano. Botta dice: «Mi sono arrivate foto e video che hanno dell’incredibile: in piena guerra, a Leopoli sono ripresi i lavori per la costruzione di una chiesa greco ortodossa cattolica della Compagnia di Don Orione che ho progettato. Nel video si vedono gli operai sulle impalcature e si sentono le sirene che avvertono del pericolo di bombardamenti». L’immagine descritta dall’architetto mi ha suggerito la definizione del lavoro di civiltà: è un lavoro che non attende le condizioni ottimali. È quel lavoro che si realizza malgrado la distruzione che incombe ovunque.

Mentre preparavo questo intervento mi tornava alla mente l’ultima frase pronunciata da Giacomo B. Contri la sera prima di morire. È una frase che mi si chiarisce con il passare del tempo e che trovo densa della sua amicizia per il pensiero e di paternità. Erano presenti oltre a me i suoi tre figli. «Non vi voglio mentire, mentireste anche voi». Avverto in queste parole il richiamo al fatto che si fa presto a scivolare nella finzione, ossia nella resistenza che rimuove l’unica responsabilità di cui siamo tutti imputabili: la cura del nostro pensiero per stare bene, per non arrecare danno agli altri, per non cedere alla viltà. Giacomo era certo che quella sarebbe stata la sua ultima cena, che non avrebbe più rivisto i suoi figli e me. La sua frase si riferiva alla tentazione che insidia anche il pensiero guarito: salvare l’altro per sedare l’angoscia. E fino alla fine ha giudicato della verità o menzogna del proprio pensiero. […]

Scheda documento
Nome file:251025SAP_RC2
Data documento:nov-dic 2025
Titolo:Costruire mentre si distrugge
Autore/i:Raffaella Colombo
Descrizione:Testo della Prolusione al Simposio
Organizzatore:Società amici del pensiero Sigmund Freud
Sezione archivio:Sessione del 25 ottobre 2025, Prolusione
Contesto:Simposio 2025/2026 – GIUDIZIO II. IL LAVORO DI CIVILTÀ
Lemmi:Arendt Hannah, Cultura, Edipo, Educazione, Figlio, Freud Sigmund, Giacomo B. Contri, Lacan Jacques, Lavoro, Lavoro di civiltà, Legge di moto, Perversione, Religione, Rettitudine del pensiero, Scienza del Pensiero, Soggetto
Evento correlato
Evento:Prolusione al Simposio
Luogo:Milano, CMC – videosessione zoom
Data:25 Ottobre 2025
Orario:10,00 – 13,00
Accesso:Aperto agli Ospiti

Società Amici del Pensiero – Studium Cartello 2025
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