Barshim e Tamberi, l’oro è (anche) un dono dell’altro

Barshim e Tamberi, più che condividere l’oro, lo hanno moltiplicato. Improvvisamente, hanno pensato che c’era un altro modo di essere primi

A voler realizzare un affresco delle Olimpiadi di Tokyo, come facevano i maestri e i pittori che ci hanno raccontato la storia sintetizzando con un’immagine intere epoche ed avvenimenti straordinari, molti sceglierebbero di rappresentare il momento in cui Barshim propone a Tamberi di condividere l’oro e Gimbo, incredulo, raccoglie l’offerta senza un istante di esitazione e suggella il patto avvinghiandosi al qatariota.

Le “convulsioni” – così le ha definite lo stesso Tamberi – di esultanza le abbiamo ancora negli occhi.

Di questa condivisione dell’oro, la prima nella storia delle gare olimpiche, è già stato detto molto e moltissimo continuerà ad essere approfondito, come giustamente merita tale gesto inedito e stra-ordinario, fuori dall’ordinario appunto, ma non per questo impossibile.

“Ma cosa è venuto in mente a questi signori?”, ci si potrebbe domandare e non pochi infatti se lo stanno continuando a chiedere, tanto è parso inconcepibile e strano quel che è accaduto.  (segue)

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