Non ci conviene pensarci inermi di fronte alla guerra.
Maria Gabriella Pediconi
Articolo del 12 Marzo 2022
di Angelo Panebianco
Quando le armi, dopo tanta morte e distruzione, finalmente taceranno, i governi europei dovranno essere capaci di spiegare alle loro opinioni pubbliche che gli equilibri in Europa sono cambiati per sempre
Quasi certamente ha ragione Charles Kupchan (Corriere, 11 marzo): Putin non si fermerà fin quando non riuscirà ad imporre un governo fantoccio a Kiev. O forse la Cina, che dispone di carte migliori rispetto a tanti improbabili mediatori, se troppo spaventata dalla destabilizzazione in atto del sistema internazionale, potrebbe decidere di premere su Putin obbligandolo a fermarsi prima. In ogni caso, quando le armi, dopo tanta morte e distruzione, finalmente taceranno, i governi europei dovranno essere capaci di spiegare alle loro opinioni pubbliche che gli equilibri in Europa sono cambiati per sempre e che per salvare la pace nel Vecchio continente occorrerà esercitare nei confronti della Russia,nei mesi e negli anni futuri, un’opera costante di contenimento. I governi dovranno chiarire agli elettori che se non vogliamo che la guerra ci arrivi addosso prima o poi, dovremo disporre di un forte e credibile potere deterrente.
Bisognerà evitare interpretazioni errate: non c’è un vero ritorno ai tempi della Guerra fredda. Non c’è più il mondo bipolare con la sua politica dei blocchi e la stabilità assicurata dall’equilibrio del terrore fra due (e solo due) superpotenze.
L’attuale è un mondo multipolare in cui per giunta la massima potenza, gli Stati Uniti, è in (relativo) declino. In questo nuovo mondo l’America deve fronteggiare non una sola ma due grandi potenze ostili (Cina e Russia) e deve inoltre fare i conti con uno stuolo di medie potenze molto meno disponibili di un tempo a seguire le indicazioni americane.
Il che significa che in Europa, a differenza di quanto avveniva ai tempi della Guerra fredda, non basterà a proteggerci l’ombrello americano. Se per politica del contenimento intendiamo la capacità di bloccare la Russia, impedendo altre Ucraine — ma anche impedendo manovre di accerchiamento dell’Europa che partano dall’Africa, dal Medio e dal Vicino Oriente — allora bisogna riconoscere che, questa volta, il contenimento sarà possibile solo se gli Stati Uniti saranno coadiuvati da un’Europa politicamente e militarmente credibile. Molto più facile a dirsi che a farsi purtroppo. Per un insieme di ostacoli che occorre conoscere se li si vuole rimuovere. … (segue)
Leggi online: https://www.corriere.it/opinioni/22_marzo_12/ucraina-nostre-debolezze-5e1f3248-a231-11ec-9a6c-d0d087f8f56a.shtml
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